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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Stop crociere: ecco quanto è costato all’Italia, quando ripartiranno e come

Circa 925 milioni di euro è l’ammontare del mancato contributo del turismo crocieristico all’economia italiana nel 2020 a causa del Covid-19 secondo le stime della società di ricerca e consulenza Risposte Turismo. Il dato è emerso durante la presentazione dell’edizione 2020 del rapporto Italian Cruise Watch sulla crocieristica in Italia avvenuta oggi nel corso di un evento online in diretta streaming.

Tale valore, riferito alle sole spese dei crocieristi in escursioni (organizzate o indipendenti, a fine anno saranno circa 2,7 milioni in meno rispetto alle previsioni), shopping, ristorazione e altri consumi di tipo turistico a terra, oltre a pernottamenti a terra pre e post viaggio (circa 1,3 milioni in meno rispetto ai numeri attesi) e giornate di vacanza pre e post cruise, è dovuto alla fortissima contrazione del traffico crocieristico atteso a fine anno.
Secondo il report di Risposte Turismo, il 2020 si chiuderà con un totale di 796.800 passeggeri movimentati nei porti italiani tra imbarchi, sbarchi e transiti (-93,5% sul 2019), un dato che riporta la movimentazione passeggeri ai valori del 1993.

Su scala globale, secondo le prime stime contenute all’interno di Italian Cruise Watch, il 2020 potrebbe chiudersi con circa 6 milioni di turisti crocieristi a bordo (-80% sul 2019) tornando a valori che non si registravano da prima degli anni 2000.
Tornando al mancato contributo del turismo crocieristico all’economia italiana a fine 2020, le attività ricreative, culturali e di intrattenimento collegate alle escursioni a terra (-336 milioni di euro rispetto a quanto previsto), lo shopping nei negozi delle città (-273 milioni di euro) e le spese per i trasporti locali (-128 milioni di euro) saranno le aree che risentiranno maggiormente a fine anno del crollo dei traffici.

Il nuovo report di ricerca presentato oggi da Francesco di Cesare – Presidente Risposte Turismo – contiene anche la stima regionale di tale mancato contributo.
Secondo il report di ricerca il Veneto sarà la regione più impattata (206 milioni di euro il mancato contributo), seguita da Lazio (-204,6 milioni di euro rispetto a quanto atteso quest’anno), Liguria (-176,5 milioni di euro), Campania (-120 milioni di euro) e Sicilia (-65 milioni di euro).

“In un anno in cui il traffico delle navi è quasi del tutto scomparso emerge in tutta evidenza quanto questo fenomeno abbia contribuito, e tornerà a farlo, a creare economia ed occupazione non solo per chi ha un posto centrale nella sua filiera ma anche per molti altri operatori e aziende del turismo” ha dichiarato Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo.

Nella ricerca sono evidenziati anche gli investimenti da parte dei porti per interventi dedicati o a supporto del comparto crociere: per il triennio 2021-2023 Risposte Turismo ne ha mappati per oltre 510 milioni di euro, in crescita di oltre il 200% rispetto ai tre anni precedenti. Investimenti destinati principalmente alle infrastrutture, ai terminal, e ai dragaggi e trainati soprattutto dalle realtà di Messina, La Spezia, Taranto, Ancona, Genova, Savona, Salerno, Ravenna, Palermo, Trapani, Termini Imerese e Porto Empedocle (460 milioni di euro complessivi).

Italian Cruise Watch 2020 contiene anche i risultati di una nuova indagine effettuata da Risposte Turismo su un panel selezionato di circa 100 professionisti attivi con ruoli apicali e lunga esperienza nella cruise industry italiana. Secondo la maggioranza delle risposte, che includono anche quelle dei rappresentanti di compagnie, il movimento passeggeri nei porti crocieristici italiani tornerà a livello pre-Covid dal 2023. Segnali di fiducia giungono anche dal mantenimento nel mondo di tutti gli ordini di nuove navi effettuati prima della pandemia, 81 fino al 2022 di cui ben 22 assegnati a cantieri presenti in Italia, numero che sale a 44 estendendo il periodo al 2025.

L’indagine ha evidenziato infine come, secondo l’80% del campione, nell’immediato futuro sarà possibile un ritorno alla progettazione di navi più piccole per stazza e, quindi, capacità di passeggeri, e un’ancor maggiore concentrazione tra gli operatori sul mercato.

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