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Vago (Msc Crociere): “Con l’estensione degli sgravi contributivi potremmo assumere 15mila italiani a bordo”

Se l’estensione del Registro Internazionale italiano alle altre bandiere comunitarie prevedesse gli sgravi contributivi sui marittimi anche per le navi comunitarie di società estere Msc Crociere sarebbe pronta ad assumere 15 mila lavoratori italiano a bordo nei prossimi anni. Lo ha detto Pier Francesco Vago, presidente esecutivo della compagnia ginevrina, intervenendo alla seconda parte (a […]

di Nicola Capuzzo
26 Novembre 2020
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Vago Pierfrancesco – Aponte Gianluigi (MSC)

Se l’estensione del Registro Internazionale italiano alle altre bandiere comunitarie prevedesse gli sgravi contributivi sui marittimi anche per le navi comunitarie di società estere Msc Crociere sarebbe pronta ad assumere 15 mila lavoratori italiano a bordo nei prossimi anni.

Lo ha detto Pier Francesco Vago, presidente esecutivo della compagnia ginevrina, intervenendo alla seconda parte (a distanza di alcuni giorni dalla prima interrotta per problemi tecnici) dell’assemblea annuale di Assarmatori. “Come Msc Crociere stiamo bruciando tantissima cassa ma non abbiamo licenziato nessuno” ha detto Vago. Annunciando poi che, in aggiunta agli oltre 6mila marittimi italiani già arruolati a bordo,  “con l’estensione dei benefici contributivi alle navi europee, dei 35mila lavoratori che assumeremo per le nuove costruzioni attese in flotta nei prossimi anni, circa 15mila di questi potrebbero essere italiani”. In assenza di sgravi contributivi un numero elevato di nostri connazionali, ma relativamente molto inferiore rispetto a questa cifra di 15mila,  verrebbe comunque arruolato.

Vago ha ricordato che Msc ha in costruzione 6 nuove navi in Italia presso gli stabilimenti Fincantieri più altrettante in Francia a Chantiers de l’Atlantique.

Stefano Messina, presidente di Assarmatori, sul tema si è espresso dicendo: “Oggi assistiamo a un paradosso per cui lo sgravio contributivo viene riconosciuto per lavoratori europei su navi italiani e non a lavoratori italiani su navi europee”. Messina ha anche evidenziato come la flotta italiana negli ultimi 4/5 anni sia calata in termini di stazza lorda da 20 milioni a 15 milioni e questo ha avuto indirettamente un impatto (negativo) anche sull’occupazione.

Sull’estensione o meno degli sgravi contributivi alle navi europee di società armatoriali non basate in Italia si gioca il braccio di ferro con Confitarma, l’altra associazione nazionale dello shipping, che invece ancora recentemente è tornata a chiedere l’applicazione dei benefici (sia fiscali che previdenziali appunto) previsti del Registro Internazionale solo alle imprese italiane. “L’estensione dell’impianto normativo del Registro Internazionale e della Tonnage Tax alle bandiere comunitarie, come richiesto dalla Commissione Europa, dovrà essere necessariamente perimetrato limitando i beneficiari alle sole compagnie armatoriali ubicate in Italia, così tutelando la rotta dell’interesse nazionale, della sua industria e del suo indotto” sono state la parole di Mario Mattioli, vetrice di Confitarma.

L’ultima parola spetterà ovviamente al Governo e al Ministero dei Trasporti che per il momento sulla materia preferisce non esporsi.

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