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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Fincantieri – Chantiers de l’Atlantique: la Francia concede ancora un mese di tempo

Il Governo francese ha concesso un mese di tempo in più a Fincantieri per l’accordo con i cantieri Navali ex-Stx, oggi Chantiers de l’Atlantique. È quanto scrive l’agenzia France Press citando il Ministero dell’economia di Parigi, che controlla l’83% del gruppo cantieristico transalpino.

I termini per il perfezionamento dell’accordo scadrebbero il 31 dicembre. Il dossier per la fusione era stato annunciato nel 2017 ed è bloccato da mesi, a causa delle perplessità dell’Unione Europea, che deve completare la procedura di controllo per verificare se il nuovo soggetto economico non rischi di trovarsi in una posizione di monopolio nel suo settore.

“Come industria abbiamo fornito tutti i chiarimenti che ci sono stati richiesti da Bruxelles” è l’asciutto commento di Fincantieri. “Il dossier si conferma di natura politica. Parigi ci ha chiesto di prorogare di un mese il termine per la finalizzazione dell’accordo e noi acconsentiremo. Ora Bruxelles – conclude Fincantieri – dovrà rispondere ai due Stati”.

La lettera indirizzata ai due Commissari europei, Margrethe Vestager della concorrenza e Thierry Breton per il mercato interno, sarà a firme congiunte tra il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, e il suo omologo francese, Bruno Le Maire, e dovrbbe partire immediatamente.

Le parti in causa – il gruppo navalmeccanico italiano e il Governo francese – un accordo perché Fincantieri rilevi gli Chantiers des Atlantique lo avevano siglato nel
febbraio 2018. Qualcosa potrebbe cambiare, qualche dettaglio essere oggetto di rinegoziazione, ma sostanzialmente – ricorda l’agenzia ANSA – i termini sono chiari: 60 milioni di euro per il 50% del cantiere bretone più un 1% prestato dal Governo francese con la clausola di rimpossessarsene in caso di mancato rispetto dell’accordo da parte dell’acquirente.

Nell’ottobre del 2019 la Commissione aveva avviato un’istruttoria approfondita sull’acquisto del 51% di Stx da parte di Fincantieri, temendo che la concentrazione potesse restringere la concorrenza nel settore della cantieristica civile, in particolare per quanto riguarda le navi da crociera, con effetti negativi per i consumatori finali. A rivolgersi a Bruxelles era stata proprio l’antitrust francese, con quella tedesca (interessata a difendere i suoi cantieri Meyer Werft).

Oggi trapela intanto anche qualche indiscrezione: tra le ultime richieste che l’Autorità europea della concorrenza avrebbe posto alle parti in causa – secondo quanto riferisce sempre l’Ansa – ci sarebbe quella di delineare uno scenario del mercato crocieristico post-pandemico. Una richiesta giudicata irragionevole in quanto, essendo il Covid-19 ancora in circolazione, immaginare gli sviluppi del comparto sarebbe una operazione con troppi imprevisti e incognite. Al momento in tutto il mondo le navi da crociera sono all’ormeggio e non ci sono certezze. Fa da corollario la convinzione delle parti che l’unità fa la forza: un eventuale “campione europeo della cantieristica” potrebbe affrontare più agevolmente i danni che scaturiranno dalla pandemia.