• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Economia

Versione finale del Recovery fund: i progetti arrivati in fondo e i relativi stanziamenti

Il lento e faticoso percorso del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è arrivato in fondo e il premier Giuseppe Conto ha annunciato che stasera verrà approvato dal Consiglio dei Ministri, mettendo così fine a questa prima fase preliminare del Recovery Fund (o Next generation Eu). Il documento, che SHIPPING ITALY ha potuto consultare integralmente, […]

di Nicola Capuzzo
12 Gennaio 2021
Stampa

Il lento e faticoso percorso del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è arrivato in fondo e il premier Giuseppe Conto ha annunciato che stasera verrà approvato dal Consiglio dei Ministri, mettendo così fine a questa prima fase preliminare del Recovery Fund (o Next generation Eu).

Il documento, che SHIPPING ITALY ha potuto consultare integralmente, è composto da 172 pagine e, per quanto riguarda il settore dei trasporti, ricalca in larga parte l’ultima versione della scorsa settimana, fatto salvo qualche ritocco per cercare di non scontentare nessuno (soprattutto nei vari porti d’Italia). Le risorse previste ammontano complessivamente a 222,03 miliardi di euro, di cui 209,84 riguardano il Next Generation Eu: 66,6 miliardi sono già impegnati in progetti in essere, 143,24 su nuovi progetti.

Come ormai noto una delle missioni del piano è dedicata alle “Infrastrutture per una modalità sostenibile” e si suddivide in due componenti: la prima (destinataria di risorse per complessivi 28,3 miliardi) è “Alta velocità di rete e manutenzione stradale 4.0”, la seconda (3,68 miliardi) è definita “Intermodalità e logistica integrata”.

Quegli oltre 28 miliardi serviranno per “puntare all’alta velocità e alla velocizzazione della rete per passeggeri e merci, completare i corridoi ferroviari TEN-T, completare le tratte di valico, potenziare i nodi e le direttrici ferroviarie, colmare il gap infrastrutturale Nord -SUD per le regioni del Sud”. Dentro ci sono tutti gli interventi ormai noti di sviluppo che ogni regione da anni insegue, ma figurano anche il “rinnovo locomotori rotabili e infrastrutture trasporto merci” 200 milioni di euro) che interessa da vicino gli operatori attivi sul mercato.

Nel capitolo “Intermodalità e logistica integrata”, con i suoi 3,68 miliardi, si parla ora di “Progetto integrato porti d’Italia” ma in realtà  la sostanza non sembra essere cambiata rispetto alle ultime versioni del Piano, con Genova e Trieste che fanno il pieno di fondi pubblici e gli altri scali devono accontentarsi di quello che resta.

Per lo sviluppo del porto di Genova “è prevista la realizzazione di una nuova diga foranea che consentirà l’accesso delle navi di nuova generazione, l’adeguata protezione dei bacini interni e l’innalzamento dei livelli di sicurezza delle manovre di ingresso e di evoluzione”.

Nel porto di Trieste, invece, il documento parla di “realizzazione del progetto Adriagateway di potenziamento complessivo del sistema logistico del Porto di Trieste sia con riferimento alla parte terminalistica che a quella dei collegamenti ferroviari”. Sparito ogni riferimento esplicito a Hhla e alla Piattaforma Logistica di Trieste come aveva chiesto Zeno D’Agostino, presidente della locale port authority.

Per i porti del sud l’auspicio è che svolgano “un ruolo più rilevante nei traffici intra mediterranei, resistendo maggiormente alla concorrenza dei porti del Nord Africa. A tal fine è indispensabile valorizzare il ruolo delle Zone Economiche Speciali (Zes) vicino alle aree portuali nel Sud, con l’obiettivo di attrarre investimenti produttivi, grazie alla semplificazione amministrativa e all’applicazione di una legislazione economica agevolata”.

Per gli altri scali d’Italia le linee di intervento replicano la pianificazione strategica già inserita nel piano Italia Veloce: ultimo miglio ferroviario e stradale (Porti di Venezia, Ancona, Civitavecchia, Napoli, Salerno); resilienza infrastrutture a cambiamenti climatici (Porti di Palermo, Salerno, Manfredonia, Catania e Venezia); accessibilità Marittima (porti di Vado Ligure, Civitavecchia, Taranto, Marina di Carrara, Napoli e Salerno e Brindisi); aumento capacità portuale (Porti di Ravenna, Cagliari, La Spezia, Napoli, Trapani e Venezia); efficientamento energetico e ambientale: porti dello Stretto di Messina”.

Oltre a questi, ci sono poi (con apposito stanziamento di fondi) i progetti di elettrificazione delle banchine “Cold ironing”, essendo tutti volti alla sostenibilità ambientale.

Al “Progetto integrato porti d’Italia” vanno 2,84 miliardi, di cui 1,662 miliardi per “Porti e intermodalità collegati alle grandi linee di comunicazione europea e nazionali e per lo sviluppo dei porti del sud”, mentre 1,22 miliardi sono destinati a “Green ports e cold ironing”. Completano il quadro altri 350 milioni per “Digitalizzazione aeroporti e sistemi logistici”.

Nessuna traccia, come ormai preannunciato, del piano di rinnovo delle flotte navali che la ministra de Micheli ha però assicurati agli armatori che si farà “anche prima del Recovery Fund con risorse a legislazione vigente”.

Nicola Capuzzo

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Il mercato italiano traina la crescita del Gnl in Europa
L'ultimo World Lng Report dell'International Gas Union evidenzia come la capacità di rigassificazione nostrana abbia raggiunto 21,6 Mtpa a fine…
  • Gnl
  • International Gas Union
  • LNG
  • report
  • World LNG Report
3
Market report
8 Luglio 2026
Sace prevede un triennio di crescita per l’export italiano
L'ultimo report dell'agenzia stima un aumento delle vendite estere del 2%, 2,5% e 2,8% negli anni da 2026 a 2028
  • export
  • export 2026
  • Italia
  • Sace
2
Market report
8 Luglio 2026
“Per l’Ets fino a 20 milioni di euro l’anno di extra-costi sulle rotte con la Sicilia”
L'Adsp del Mare di Sicilia occidentale chiede l'esenzione prevista per le isole minori sia estesa anchea quelle maggiori e prorogata…
  • Autorità di sistema portuale
  • emissioni
  • Ets
  • Palermo
  • porti
  • Satta
  • Sicilia
  • Sicilia occidentale
  • Tardino
  • traghetti
3
Porti
8 Luglio 2026
Maersk e Hapag Lloyd si confermano al vertice per puntualità
Il dato complessivo a maggio è migliorato su base mensile, ma rispetto a un anno fa gli arrivi restano meno…
  • Gemini
  • Hapag Lloyd
  • maersk
  • MSC
  • Premier Alliance
2
Market report
6 Luglio 2026
Porti italiani al bivio secondo Randstad Research: meno braccia, più competenze digitali
Il baricentro della domanda si sposta dal numero di addetti alla qualità delle competenze richieste tra automazione, decarbonizzazione e nuovi…
  • lavoro
  • porti
  • Randstad
  • ricerca
4
AGGIORNATO
30 Giugno 2026
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Exit mobile version