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Sigma Mare: “La dismissione di bandiera della Jumeira (ex Bonassola) non è stata gestita da noi”

L’agenzia marittima genovese Sigma Mare ha voluto precisare a SHIPPING ITALY quale sia stato il suo ruolo nella vicenda che ha portato alla demolizione della nave Jumeira ad Aliaga.

Come raccontato ieri in un articolo sulla nostra testata, il Platform Supply Vessel (in passato noto come Bonassola) secondo quanto dichiarato da Ngo Shipbreaking Platform è destinato alla demolizione nella località turca in un cantiere non incluso nella lista di strutture approvate dalla Commissione Europea pur battendo ancora bandiera italiana, in violazione quindi della normativa Ue.

Come riferito ieri nello stesso articolo, per la nave risultava essere stata depositata, presso la Capitaneria di Porto, una richiesta di dismissione di bandiera finalizzata alla successiva iscrizione nel registro di un “paese extracomunitario”. Tale richiesta risultava presentata dal greco “Lampros Chountas, rappresentato in base all’art. 147 cod. nav. da S.I.G.M.A. MARE s.r.l”.

Oltre a chiarire che la nave al momento è ancora in attesa di demolizione, l’amministratore unico della società, Davide Palmiero, ha precisato che “la richiesta di dismissione di bandiera è stata presentata da uno studio di ingegneria navale, officiato dagli armatori e non dalla Sigma Mare Srl”.

Sigma Mare ha anche ricostruito la vicenda spiegando di essere stata incaricata dagli armatori di presentare richiesta per “autorizzazione al trasferimento a rimorchio” della nave dal capoluogo ligure a Izmir. Il trasferimento, continua la nota, è stato poi effettuato tramite il rimorchiatore Sea Buffalo, unità battente bandiera maltese e non pertinente a società del gruppo genovese. L’agenzia ha quindi a dicembre “disbrigato le pratiche di arrivo del Sea Buffalo” e quelle per la “partenza del convoglio” costituito dal rimorchiatore e dal Jumeira.

Relativamente all’armatore della nave, il greco Lampros Chountas, pochissimi sono i dettagli noti. Tra le informazioni pubbliche si segnalano tuttavia quelle relative a un’operazione di compravendita con qualche tratto in comune a quella che ha visto coinvolto il Jumeira, effettuata in questo caso nel 2016. Nel marzo di quell’anno una società intitolata a suo nome, la Lampros Chountas Shipowner & Management, con sede in Grecia, risultava avere richiesto alla Capitaneria di porto di Palermo la dismissione della bandiera italiana della propria nave Palladio “per vendita a stranieri non comunitari, e successiva iscrizione della stessa in registri navali non comunitari”. L’acquirente era la società di Aliaga Izmir Gemi (Ieri Donosum Demw Celik Nak.Taah. Sanne.Tic. Ltd. Su), mentre la nave in questione dovrebbe corrispondere proprio all’omonimo traghetto di Siremar, che – secondo diverse fonti di stampa – risulta effettivamente essere stato demolito quell’anno nella località turca.

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