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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Agostinelli spiega: “Sono gru, scioperi, sindacati e congestione a penalizzare il porto di Gioia Tauro”

Quali sono le ragioni per cui nel porto di Gioia Tauro i volumi di container a gennaio sono calati in maniera significativa? Questa domanda se la stanno ponendo in tanti dopo le ultime novità annunciate da Msc (il dirottamento in favore di Malta della principale linea in import fra Asia e Mediterraneo) e lo sfogo pubblico del commissario straordinario della locale Autorità Portuale, Andrea Agostinelli, che ha parlato di “continue, talvolta assillanti, procedure sindacali di raffreddamento” e “banchine del porto di Gioia Tauro in questi giorni desolatamente vuote”.

Nel primo mese dell’anno il Medcenter Container Terminal controllato da Til – Terminal Investment Limited (Gruppo Msc) ha movimentato poco meno di 240.000 Teu, un volume in significativo calo rispetto al mese di gennaio del 2020. Uno dei motivi è certamente la decisione da parte di Msc di dirottare altrove alcune sue navi, una scelta dettata in parte dalle attuali dinamiche del mercato container, ma anche da altri fattori che lo stesso commissario straordinario spiega a SHIPPING ITALY.
Agostinelli tiene in primis a sottolineare che il concessionario gli investimenti li sta facendo: “Dopo le prime tre nuove gru di banchine arrivate a fine 2019 altre tre ne arriveranno nel 2021”. Già qua però bisogna segnalare alcuni inconvenienti perché solo nei giorni scorsi, dopo oltre un anno di inattività, una delle tre gru già presenti in Calabria è entrata in funzione “dopo un accurato intervento di refitting”. Si tratta di macchine di sollevamento prodotte da Dalian che originariamente erano state ordinate per altri terminal in giro per il mondo e non rispettavano tutti gli standard tecnici e di sicurezza richiesti nel nostro Paese. Ora comunque il terminalista sta ponendo rimedio e questo aspetto non ha comunque impedito al Medcenter Container Terminal di movimentare nel 2020 circa 3,2 milioni di Teu (+26% rispetto al 2019). Le successiva tre gru erano attese prima ma, alla luce forse anche di queste complicazioni, il Gruppo Msc ha preferito posticiparne l’arrivo al 2022. “Queste ulteriori tre gru avranno specifiche tecniche idonee” precisa il commissario straordinario della port authority.

Il quale poi aggiunge che nello scalo calabrese ci sono poi “problemi di procedure sindacali, la produttività non è altissima e il senso della comunità portuale non esiste, va costruito ex novo. Il capitale umano che lavora in porto va seguito e va formato”.

Negli ultimi tempi Agostinelli segnala che ci sono state 6 procedure di raffreddamento e uno sciopero di una settimana dei rizzatori che certamente non avranno fatto piacere al terminalista. “Forse anche per questo Msc ha trasferite il servizio Jade a Malta anche se siamo stati rassicurati sul fatto che da marzo dovrebbe tornare a Gioia Tauro” aggiunge il commissario. C’è poi il delicato tema dell’assenteismo che soprattutto in estate raggiunge livelli particolarmente elevati: “Il terminalista spinge per poter disporre in porto di un’agenzia di manodopera portuale art. 17, comma 5 della legge 84/94 sulla scorta di quelle nate nei porti di Trieste e di Livorno; vediamo se riusciamo a trasformare l’agenzia per i lavoratori del transhipment. Msc spinge per poter avere una valvola di sfogo estiva attingendo per il personale da un’agenzia che svolga la fornitura di manodopera temporanea”. Lo stesso Agostinelli riconosce però che la parte più difficile sarà proprio quella di trovare il personale per mettere in piedi l’agenzia.

Proprio oggi il segretario regionale Cgil, Angelo Sposato, e il segretario Filt-Cgil, Nino Costantino, hanno risposto alla comunicazione pubblica circolata dal commissario straordinario nei giorni scorsi dicendo che “nella lettera aperta alla ‘comunità portuale’ fa una serie di affermazioni che stridono fortemente con la storia degli ultimi anni e anche, ce lo permetta, con la responsabilità che si è assunto il sindacato”. I sindacati scrivono: “I lavoratori non sono il problema del porto ma la sua forza propulsiva! Forse a fare parlare così l’Ammiraglio è il ruolo che da sei lunghi anni ha assunto, quello cioè di Commissario di una Autorità Portuale che invece va nel più breve tempo trasformata in Adsp per rafforzare democrazia e trasparenza indispensabili anche nella missione produttiva di uno dei più grandi porti del Mediterraneo”.

I sindacati proseguono dicendo: “Perché Msc, proprietaria del terminal, dovrebbe guardare altrove? Non si era detto che se i containers lavorati nel Porto sono passati da 2 milioni e 500 mila Teu al 31 dicembre 2019 a oltre 3 milioni e 300 mila Teu al 31 dicembre 2020 è stato per merito essenzialmente dell’attività dell’armatore e degli investimenti prodotti nelle banchine e nelle gru, oltre all’impegno dei lavoratori?”.

Dicono poi di non comprendere “l’affermazione secondo cui nelle prime settimane del 2021 i traffici portuali hanno registrato un brusco calo e importantissime linee di navigazione transoceaniche sono state tempestivamente dirottate altrove. A noi risulta che sia dovuto ad una normale riorganizzazione dei servizi che si fa ad ogni inizio anno, oltre ai lavori di manutenzione di un tratto della banchina e il ritardo della messa in funzione delle gru acquistate lo scorso anno, e che dal prossimo mese si tornerà a crescere con le movimentazioni. Altrimenti perché l’azienda avrebbe già annunciato ai sindacati nuove assunzioni?”.

Infine Filt Cgil e Fit Cisl sottolineano “l’anomalia di un commissariamento che dura ormai da 6 anni e va immediatamente sanata. Un commissario che è nominato dal Governo oggettivamente ad esso risponde. Per questo al prossimo Ministro dei trasporti chiederemo l’immediata costituzione dell’Autorità di sistema portuale di Gioia e della Calabria, la fine della fase di Commissariamento e la nomina di un nuovo presidente”.

Nicola Capuzzo