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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Mims e Città di Roma al lavoro per ripristinare la piena navigabilità del Tevere

Contributo a cura di avv. Giuseppe Loffreda *

* founder dello studio Legal4Transport

 

Infrastrutture e mobilità sostenibili. MIT (oggi MIMS) e Città Metropolitana di Roma progettano di ripristinare la piena navigabilità del Tevere, fra Roma ed il mare, avvalendosi dei finanziamenti allocati dal Next Generation EU

La navigazione del Tevere non è cosa nuova: già in epoca romana le navi risalivano i circa 30 km di fiume per portare a Roma carichi di ogni tipo. Emporio, porto di Ripetta e Ripa Grande, Arsenale Pontificio testimoniano l’uso mercantile marittimo che si fece del fiume fino ai primi del ‘900. Da allora, numerosi sono stati i progetti e gli studi per il ripristino della piena navigabilità del Tevere, dalla foce (Ostia e Fiumicino) fino a Roma, e oltre.

Ora sembra arrivato il momento per poterli realizzare.

Il 26 febbraio 2021, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) è diventato Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS). Il cambio di nome allinea l’Italia alle attuali politiche europee e ai principi del Next Generation EU, nell’ottica di promuovere una forte ripresa economica del Paese che sia sostenibile anche sul piano sociale e ambientale, attraverso investimenti rapidi, per il rafforzamento e l’ammodernamento delle reti infrastrutturali nelle diverse aree del sistema dei trasporti e della mobilità sostenibili.

L’8 marzo è stato pubblicato in Gazzetta il Regolamento di organizzazione del nuovo MIMS (previsto nel DPCM 191/2020) per attuare subito l’indirizzo strategico sancito dal nuovo nome del Ministero, in coerenza con l’approccio di programmazione a medio termine e di integrazione tra le diverse dimensioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), relative alle infrastrutture e alla mobilità sostenibili.

In questo contesto, il Ministero e Citta Metropolitana di Roma hanno elaborato un progetto per ottenere fondi del Next Generation EU e poter cantierare opere e lavori necessari a riqualificare ed attrezzare gli argini del Tevere e delle aree prospicienti, garantendo il ritorno alla piena navigabilità del fiume, dalla foce fino al limite settentrionale della città di Roma, compreso il tratto metropolitano, in un ambiente naturale e paesaggistico unico al mondo, candidato a patrimonio dell’umanità Unesco.

In questo tratto la navigazione è dichiarata marittima dalla legge 200/1906 e il servizio sarebbe realizzato (da armatori privati) tramite l’impiego di barche 100% elettriche o ibride, in sinergia con il nuovo costruendo porto commerciale marittimo-fluviale di Fiumicino (i crocieristi che visitano Roma sono quasi 2 milioni all’anno) e le ciclovie che costeggiano il Tevere unendosi a quelle della litoranea tirrenica, coinvolgendo le comunità costiere.

Il progetto dovrebbe (i) rientrare e rispondere ai criteri di valutazione del PNRR (in generale: opere di modernizzazione del Paese; in particolare: interventi sul patrimonio artistico-culturale di Roma, area di investimento “Caput Mundi”, con cui si vuole definire un processo innovativo di valorizzazione del patrimonio archeologico, culturale e turistico su Roma usando l’opportunità offerta dal prossimo Giubileo del 2025); (ii) essere in linea con European Green Deal, UN’s Sustainable Development Goals, politiche ambientali della Regione Lazio e Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) di Roma. Il tutto, avvalendosi dei finanziamenti allocati dal Next Generation EU, che per l’Italia dovrebbero essere 209 miliardi, dei quali 193 provenienti dal Recovery and Resilience Facility (nella forma di sovvenzioni e prestiti) e 13,5 da ReactEU, mentre il resto da altri programmi. Nello specifico, il progetto dovrebbe essere finanziato con 300 milioni di euro, i lavori affidati entro dicembre 2023 e terminati entro il 2026; meglio se entro il 2025, se si vuole far coincidere con il prossimo Giubileo.