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I sindacati attaccano l’Antitrust sull’autoproduzione: “Dalla parte delle imprese e contro i lavoratori”

“La modifica che suggerisce l’Antitrust al Governo non porterebbe maggior sviluppo nei porti bensì maggior sfruttamento. I porti si sviluppano con collegamenti terrestri migliori e più veloci, con adeguamenti infrastrutturali per vocazione specialistica, con investimenti immateriali per connessioni più efficaci, con procedure più snelle nei controlli alle merci. Asserire che obbligando il personale marittimo alle […]

di Nicola Capuzzo
23 Marzo 2021
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Traghetto – trattore – semimorchio carico – autoproduzione NC 8365

“La modifica che suggerisce l’Antitrust al Governo non porterebbe maggior sviluppo nei porti bensì maggior sfruttamento. I porti si sviluppano con collegamenti terrestri migliori e più veloci, con adeguamenti infrastrutturali per vocazione specialistica, con investimenti immateriali per connessioni più efficaci, con procedure più snelle nei controlli alle merci. Asserire che obbligando il personale marittimo alle operazioni di carico e scarico delle navi porterebbe maggior sviluppo significa non conoscere i porti e scegliere di stare dalla parte di alcune imprese a danno del sistema complessivo e a danno dei lavoratori. Il nodo vero è la forte spinta di queste imprese nel voler difendere il proprio potere di mercato e favorire una liberalizzazione selvaggia dei servizi tecnico nautici e della stessa autoproduzione piuttosto che dover affidare le operazioni portuali, a determinate condizioni, ai soggetti individuati dalla legge”.

Queste le parole di replica dei sindacati confederali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti in merito alla segnalazione inviata dall’Autorità per la concorrenza nel mercato al Governo, con la quale l’antitrust suggerisce di abrogare la norma che limita l’autoproduzione portuale, cioè lo svolgimento da parte dei marittimi di mansioni considerate dai sindacati dei portuali.

Le organizzazioni sindacali nella loro nota aggiungono: “La concorrenza tra imprese fatta tagliando sui diritti e sulle retribuzioni dei lavoratori è una concorrenza malsana, non basata sulla qualità del servizio offerto come invece dovrebbe essere. L’Antitrust dovrebbe tenerne conto quando propone norme che favoriscono il dumping contrattuale e, potenzialmente, gli infortuni sul lavoro. Come sindacati chiediamo semplicemente che ognuno faccia il suo lavoro, per cui il lavoro dei portuali sia lasciato a loro, dato che hanno una formazione specifica e visto che gli infortuni sul lavoro nei porti non sono una rarità. Piangere i morti sul lavoro una volta all’anno, l’11 ottobre, nella giornata dedicata, ci sembra un po’ retorico se poi non seguono i fatti, cioè la tutela reale della salute e sicurezza dei lavoratori, che si fa anche rispettando le mansioni di ognuno”.

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti chiedono che “in ogni caso il Mims scenda in campo e si adoperi per il rispetto della legge emanando urgentemente il decreto attuativo della norma così come è opportuno affrontare con i Ministeri competenti la questione del ruolo dell’Autorità dei Trasporti atteso che, sempre più spesso, assistiamo a pronunciamenti discutibili”.

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