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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Il 2020 di Rosetti Marino è in rosso ma tiene il business navale

Il gruppo Rosetti Marino ha chiuso il 2020 con un fatturato consolidato (prodotto interno lordo) di circa 205 milioni di euro, il 39% in meno rispetto all’anno precedente, e un risultato netto negativo per 32,6 milioni (contro quello positivo per 4,47 del 2019).
Sull’andamento del cantiere ravennate pesano le scarse performance della divisione Energy, i cui affari si sono fermati a quota 165 milioni (erano 291 l’anno prima), mentre più contenuta è la flessione di quella Process Plant (da 40 a 34 milioni). Tiene invece il business navale, che dopo un 2018 a bocca asciutta lo scorso anno aveva fatturato 7 milioni di euro e nel 2020 si ferma a 6 milioni, grazie verosimilmente al contratto con Rimorchiatori Riuniti Panfido per la realizzazione (in corso) di un rimorchiatore con barge per il trasporto di Gnl del valore complessivo di 36 milioni.

Quasi dimezzato inoltre il portafoglio ordini, che a fine 2020 ammontava a 124 milioni (contro i 246 milioni al 31 dicembre 2019). Anche in questo caso a pagare gli effetti della crisi sanitaria è soprattutto la divisione Energy, che ‘raccoglie’ 77 milioni (erano 188 milioni a fine 2019), mentre il Process Plant chiude a 21 milioni (29 milioni a fine 2019) e il Navale si ferma a 26 milioni (contro i 29 milioni di fine 2019).

Ebit ed Ebitda consolidati sono negativi, rispettivamente per circa 40,42 e per 32,6 milioni (nel 2019 erano entrambi a segno più, per 25,23 e per 33,4 milioni), così come il risultato netto, che come detto sopra è pari a -32,6 milioni.
Dimezzata inoltre la posizione finanziaria netta consolidata, che a fine 2020 era positiva per circa 65 milioni contro il 120 di fine 2019, mentre in calo risulta anche il patrimonio netto che nello stesso intervallo scende da circa 182 a 169 milioni di euro.

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