Il quotidiano online del trasporto marittimo

Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Bimco: record di nuovi ordini per navi portacontainer a Marzo

Il mese di marzo appena trascorso, quello durante il quale ha tenuto banco il blocco del canale di Suez causato dall’incaglio della nave Ever Given da 22.000 Teu, ha fatto segnare un record di ordini per 45 nuove Ultra Large Container Ship (portacontainer da oltre 15.000 Teu di capacità). A queste si aggiungono nello stesso mese ulteriori 27 ordini per navi di dimensioni più contenute, portando la capacità complessiva degli ordini a 866.060 Teu e segnando una vera svolta per il settore del trasporto di container.

Lo rileva Bimco parlando di una netta inversione di tendenza per il settore del trasporto via mare di container nonché un chiaro indicatore del livello di fiducia sulle prospettive del mercato da parte degli armatori e degli investitori. In tutto il 2020 era stata commissionata la costruzione di un totale di 995.000 Teu di stiva per il trasporto marittimo di container mentre nei primi tre mesi dell’ano in corso è stata già raggiunto quota 1.398.000 Teu, un nuovo massimo da sei anni a questa parte.

“L’industria armatoriale vuole trarre vantaggio dalle economie di scala che le navi portacontainer ultra large sono in grado di offrire quando si satura la loro capacità di carico” afferma Peter Sand, chief shipping analyst di Bimco.

Nei mesi di ottobre e dicembre dello scorso anno i nuovi ordini firmati sono stati quasi esclusivamente per navi con capacità massima di 23.000-24.000 Teu mentre solo 4 commesse su 23 sono state per grandi portacontainer di portata inferiore. Ciò a dimostrazione della tendenza a massimizzare dimensione e portata di questa classe di unità. Finora nel 2021, al contrario, solo 4 degli 81 ordini per nuove navi di capacità superiore ad almeno 11.800 Teu erano superiori a 15.500 Teu.

“Le dimensioni gigantesche di alcune navi portacontainer sono state messe in discussione molte volte durante gli ultimi giorni contraddistinti dal blocco del Canale di Suez poiché alcuni stakeholder hanno interpretato l’incidente come un segnale evidente che certe navi sono troppo grandi. Una dimensione che comprometterebbe l’affidabilità della catena di approvvigionamento, l’eccellenza della navigazione e la sicurezza” afferma Sand.

L’esperto analista di Bimco conclude dicendo: “Come già ho avuto modo di dire non c’è da aspettarsi grandi cambiamenti da questo punto di vista poiché le navi portacontainer ultra-large sono la scelta preferita dagli armatori nella corsa agli armamenti dell’industria del trasporto marittimo di container che cerca di migliorare la redditività del business nel lungo termine”.