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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Tassazione porti: “Con l’applicazione della normativa antitrust ai rapporti concessori maggiori tutele per gli utenti”

Di seguito pubblichiamo un estratto del contributo a firma dell’avv. Ekaterina Aksenova (Nctm), pubblicato integralmente nelle scorse settimane sul sito web dello studio legale, a proposito del discusso tema della tassazione dei porti italiani voluta dalla Commissione Europea. 

La Commissione Europea in data 4 dicembre 2020, ha emanato la propria decisione in merito alla tassazione dei porti italiani concludendo che:

(i) L’esenzione dall’imposta sul reddito delle società a favore delle AdSP italiane costituisce un aiuto di Stato esistente ai sensi del TFUE che è incompatibile con il mercato interno.

(ii) È pertanto opportuno che le autorità italiane pongano fine al predetto regime di aiuti abolendo l’esenzione dall’imposta sul reddito delle società di cui godono le AdSP. È opportuno che tale misura venga adottata entro due mesi dalla data di notifica della presente decisione e che essa si applichi, al più tardi, ai redditi generati da attività economiche a partire dall’inizio dell’esercizio fiscale successivo a quello dell’adozione della misura e comunque nel 2022.

La Commissione ha svolto un’approfondita disamina della normativa italiana e ha attentamente valutato le osservazioni pervenute dall’Italia e dalle altre parti interessate, non ritenendole però sufficienti per considerare il regime della tassazione dei porti italiani compatibile con la normativa sugli aiuti di Stato.

[…] “La Commissione Europea nella Decisione in esame osserva come, poiché i porti sono in gran parte coinvolti nel trasporto internazionale di merci e passeggeri, qualsiasi vantaggio concesso alle AdSP italiane sia anche per sua natura tale da incidere sulla concorrenza e sugli scambi all’interno dell’Unione.

La concorrenza però non è solo unionale, ma anche interna. Le AdSP si fanno concorrenza per attirare i concessionari. Infatti, anche il livello dei canoni applicati dalle AdSP in cambio di aree ed infrastrutture messe a disposizione dei concessionari incide sulla scelta operata dai concessionari di stabilirsi in un porto piuttosto che in un altro. L’esistenza di concorrenza e di effetti transfrontalieri in questo mercato è riconosciuta dalla giurisprudenza.

La Commissione Europea, in ultima istanza, ritiene quindi che il regime di tassazione delle AdSP (rectius: il regime di esenzione dalla tassazione delle AdSP italiane) possa determinare una distorsione della concorrenza.

Come detto sopra, la Commissione Europea con la propria Decisione ha concesso all’Italia un termine di due mesi per sopprimere l’esenzione dell’imposta sul reddito delle società a favore delle AdSP.

Le AdSP, non condividendo tale Decisione per i motivi brevemente illustrati sopra, hanno annunciato la loro decisione di adire il Tribunale dell’Unione Europea per provare – ancora una volta – a vedere affermata la posizione sostenuta dall’Italia nella procedura davanti la Commissione Europea.

A quanto risulta dalle notizie della stampa di settore l’Italia non ha proposto un proprio ricorso contro la Decisione e pertanto, ha “perso” l’occasione di dire la sua davanti al Giudice europeo.

Continueremo a monitorare la vicenda anche perché – come già evidenziato nelle precedenti occasioni – la decisione sulla tassazione delle AdSP potrebbe avere importanti risvolti anche per gli utenti del porto. Infatti, la possibilità di ritenere le AdSP imprese che svolgono attività economiche consentirebbe anche l’applicazione della normativa antitrust ai rapporti concessori, con maggiori tutele per gli utenti.

 

Leggi la versione integrale dell’intervento intitolato “Never Back Down”: le AdSP italiane non si arrendono e valutano di impugnare la decisione della Commissione Europea sulla tassazione dei porti italiani