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Container: spedizionieri divisi fra chi suggerisce di affrettarsi o di attendere a negoziare nuovi accordi sui noli

Bolloré Logistics sta invitando la sua clientela ‘di lunga data’ a prorogare i propri contratti di trasporto marittimo container in essere e a rimandare l’avvio di tender per il raggiungimento di nuovi accordi (su long term rates), visto che ritiene le condizioni attuali “tutt’altro che favorevoli” e allo stesso tempo confida in un miglioramento del […]

di Nicola Capuzzo
13 Aprile 2021
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Bolloré Logistics sta invitando la sua clientela ‘di lunga data’ a prorogare i propri contratti di trasporto marittimo container in essere e a rimandare l’avvio di tender per il raggiungimento di nuovi accordi (su long term rates), visto che ritiene le condizioni attuali “tutt’altro che favorevoli” e allo stesso tempo confida in un miglioramento del mercato “nell’ultima parte dell’anno”.

Un consiglio, riportato sulle pagine di Lloyd’s Loading List, decisamente controcorrente rispetto a quelli dati ai propri clienti dalle colleghe Geodis (che pure con la casa di spedizioni francese si era trovata sulla stessa lunghezza d’onda rispetto all’opportunità di noleggiare navi ‘in proprio’ per fronteggiare il caro-noli) e Dhl Global Forwarding.

Anne-Sophie Fribourg, direttore dello sviluppo del trasporto marittimo di Bolloré Logistics, ha riferito inoltre alla testata britannica di ritenere che il livello elevato dei noli (sia spot, sia di più lunga durata) andrà calando durante l’anno, quando le campagne vaccinali saranno a buon punto e i consumi tenderanno a spostarsi dai beni ai servizi, attenuando la domanda di trasporto via mare. Considerati anche gli effetti del blocco di Suez (che la società francese sta gestendo anche servendosi di collegamenti ferroviari dalla Cina e di soluzioni aria-mare via Dubai), Fribourg ha detto di ritenere che comunque un miglioramento del servizio marittimo non si avrà “prima del terzo trimestre del 2021”.

Come detto la posizione di Bolloré Logistics è diametralmente opposta a quella di altri grandi spedizionieri che, al contrario, stanno suggerendo alla propria clientela di firmare ora nuovi contratti per l’acquisto di spazi sulle navi poiché ritengono gli attuali noli “accettabili” (sulla base della convinzione che questi siano destinati a crescere ulteriormente).

Tra questi c’è appunto Geodis che, per voce di Florence Gautrais, direttore dell’area Global ocean freight, ha spiegato di ritenere come le criticità osservate finora nel trasporto via mare e acuite dalla crisi di Suez non finiranno presto. Più precisamente, a seguito dell’incidente della Ever Given, la società prevede che un calo dei noli non si avrà in tutto il 2021, anche sulla base della previsione di una “forte domanda durante la peak season e fino alla fine del terzo trimestre”. In questo contesto “mettere in sicurezza i flussi delle supply chain a prezzi accettabili, con un’allocazione di capacità dedicata concordata tra le parti” è il consiglio che Geodis sta fornendo alla clientela.

Sulla stessa linea Dhl Global Forwarding, il cui responsabile Ocean Freight, Dominique von Orelli, ha dichiarato di non aspettarsi che i livelli di servizio (e di puntualità) tornino su standard accettabili entro l’anno. Anche per questo il suo messaggio ai clienti è stato di “bloccare noli accettabili il prima possibile”; di rimando ha detto di avere notato da parte degli stessi clienti l’urgenza a concludere contratti “di lungo periodo, anche pluriennali, in cambio di impegni [dei carrier] sulla capacità”. Allo stesso tempo Von Orelli ha osservato che però il discorso è anche legato alle necessità di trasporto e relativi volumi: “Se sei un piccolo caricatore, probabilmente il discorso è diverso”.

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