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E’ arrivato il giorno dell’udienza decisiva per Tirrenia Cin: trattative in extremis con i commissari straordinari

Il 15 aprile, giorno fissato dal tribunale di Milano per l’udienza decisiva per l’ammissione o meno di Compagnia Italiana di Navigazione (Tirrenia) al concordato preventivo, è ormai arrivato. Secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, i commissari di Tirrenia in Amministrazione Straordinaria non sarebbero intenzionati a presentere istanza di fallimento né al momento […]

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
14 Aprile 2021
Stampa
Athara (Tirrenia Cin) NC 8555

Il 15 aprile, giorno fissato dal tribunale di Milano per l’udienza decisiva per l’ammissione o meno di Compagnia Italiana di Navigazione (Tirrenia) al concordato preventivo, è ormai arrivato. Secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, i commissari di Tirrenia in Amministrazione Straordinaria non sarebbero intenzionati a presentere istanza di fallimento né al momento hanno ancora depositato un piano di salvataggio alternativo. Secondo quanto ricordato nei giorni scorsi da fonti interne del Tribunale fallimentare durante l’imminente udienza la Procura di Milano o gli eventuali creditori potranno chiedere ai giudici di dichiarare il fallimento della società.

L’articolo 162 L.F. regola la “inammissibilità della proposta” di concordato e prevede che il tribunale possa “concedere al debitore un termine non superiore a quindici giorni per apportare integrazioni al piano e produrre nuovi documenti”. Se all’esito del procedimento  di verifica non ricorrono determinati presupposti, “sentito il debitore in camera di consiglio, con decreto non soggetto a reclamo dichiara inammissibile la proposta di concordato” e, “su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero” può dichiarare “il fallimento del debitore”.

A quanto si apprende Tirrenia in A.S. non presenterà questa istanza perché le parti fino ancora a tutta la giornata di oggi hanno cercato di trovare un’intesa su tempi, quote e modi di rimborso di quei 180 milioni di euro dovuti da Moby (controllante di Cin) allo Stato per l’acquisto avvenuto nel 2012 dell’ex compagnia di navigazione pubblica.

Conferme in tal senso arrivano anche da fonti sindacali perché l’amministratore delegato di Cin, Massimo Muro, l’a.d. di Moby, Achille Onorato, e il responsabile delle relazioni industriali, Antonio Fortuna, hanno avuto un incontro con le segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti al fine di informare “sui possibili e gravi rischi occupazionali che l’attuale fase di stallo delle trattative potrebbe produrre in ordine al mantenimento degli attuali livelli occupazionali” recitava la lettera di convocazione. “Ad oggi non abbiamo raggiunto gli accordi auspicati e, pertanto, riteniamo doveroso informarvi delle potenziali conseguenze che ciò potrebbe produrre” sono le parole di Mura. Nella riunione è stato riferito che “continuano le interlocuzioni con i commissari di Tirrenia in A.S. per individuare un accordo soddisfacente avendo già chiuso altre intese preliminari con tutti gli altri creditori”.

Fonti sindacali precisano: “Tutto dipenderà dalla posizione che Tirrenia in Amministrazione Straordinaria assumerà, fin da questa sera e rappresenterà al Giudice domani in udienza, sulla nuova proposta di accordo di ristrutturazione del debito che i vertici di Cin rappresenteranno migliorativa rispetto a quella già presentata che garantirebbe comunque l’80% dell’intero credito”. I rappresentanti dei lavoratori hanno espresso “forti  preoccupazioni per le ricadute negative sull’occupazione e sul riassetto del trasporto cabotiero con le isole e, ancor di più, per la garanzia del diritto costituzionale alla continuità territoriale”.

Se un accordo di ristrutturazione del debito non verrà raggiunto, l’alternativa è “il rischio di dichiarazione di insolvenza della società Cin” e l’avvio di “una procedura fallimentare” che “aprirebbe di contro uno scenario di enorme incertezza sui livelli occupazionali e sul complesso dei servizi da garantire e di mercato che, riteniamo, il Paese non è in grado di sostenere” secondo i sindacati.

Lo scorso 30 marzo era emerso che Moby avesse depositato, entro il termine fissato dal Tribunale di Milano, domanda di concordato in continuità e nella stessa nota era stato anche specificato che Cin confermava l’intenzione di presentare un piano di ristrutturazione di lì a pochi giorni. Il deposito dell’istanza di omologa del concordato per Cin era stato rinviato nella speranza appunto di concludere positivamente le trattative con Tirrenia in amministrazione straordinaria.

Oltre a ciò, nelle scorse ore, inoltre, diverse fonti di stampa hanno rivelato che la Procura di Milano avrebbe aperto un fascicolo a scopo conoscitivo, senza indagati né ipotesi di reato al momento, per verificare la regolarità di numerosi finanziamenti alla politica e di spese a vario titolo eseguite dai vertici del Gruppo Moby negli ultimi anni.

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