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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Le risorse per i porti e per il rinnovo del naviglio nel fondo complementare al Pnrr: Assoporti soddisfatta

Il Governo ha trasmesso ieri, domenica 25 aprile, al Parlamento il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) dal quale, come già rivelato, non hanno trovato spazio le risorse previste per gli investimenti nei porti e nel rinnovo delle flotte navali. Stanziamenti che, però, figurano in un Fondo complementare.

È lo stesso Governo a spiegare che “il Piano italiano prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del Next Generation Eu. Ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile. Il totale degli investimenti previsti è pertanto di 222,1 miliardi di euro”.

Una delle sei mission di cui si compone il Piano, vale a dire quella intitolata “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, stanzia complessivamente 31,4 miliardi – di cui 25,1 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,3 miliardi dal Fondo. Il suo obiettivo primario è lo sviluppo razionale di un’infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile e estesa a tutte le aree del Paese, a cui si somma un importante investimento nei trasporti ferroviari ad alta velocità. Il Governo investe inoltre nella modernizzazione e il potenziamento delle linee ferroviarie regionali, sul sistema portuale e nella digitalizzazione della catena logistica.

Nella quinta missione, “Inclusione e Coesione”, sono previsti investimenti infrastrutturali per le Zone Economiche Speciali e interventi di rigenerazione urbana per le periferie delle città metropolitane.

La proposta di investimenti a valere sulla programmazione complementare al Pnrr è riassunta in una tabella riepilogativa dove si trovano 800 milioni di euro destinati a “Rinnovo flotte, bus, treni e navi verdi – Navi” (dunque questi sarebbero i fondi destinati al rinnovo del naviglio) e 200 milioni a “Rinnovo del materiale rotabile”). Circa 1,47 miliardi sono stati poi assegnati genericamente a “Sviluppo dell’accessibilità marittima e della resilienza delle infrastrutture portuali ai cambiamenti climatici” (qui trovano spazio le risorse per la nuova diga del porto di Genova e per lo scalo di Trieste), altri 390 milioni all’ “Aumento selettivo della capacità portuale”, 250 milioni all’ultimo/penultimo miglio stradale/ferroviario, 700 milioni all’elettrificazione delle banchine (cold ironing) e 270 milioni per interventi per la sostenibilità ambientale dei porti (green ports).

L’Associazione dei Porti Italiani accoglie con favore l’ultima bozza del PNRR che andrà in Parlamento, dove sono stati inseriti diversi investimenti per il settore portuale. Nello specifico, la tabella contenente la proposta a valere sulla programmazione complementare prevede una serie di stanziamenti per la sostenibilità ambientale nei porti. Si va dallo sviluppo dell’accessibilità marittima e della resilienza delle infrastrutture portuali ai cambiamenti climatici, agli interventi per l’aumento selettivo della capacità portuale e per l’ultimo e il penultimo miglio stradale e ferroviario. E ancora, sono previsti fondi per l’efficientamento energetico, per l’elettrificazione delle banchine e, infine, per la generale sostenibilità ambientale dei porti (c.d. Green Ports). Si tratta di una somma di oltre 3 miliardi di euro complessivi proposte dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per il comparto.

Il presidente di Assoporti, Daniele Rossi, con una nota ha voluto ringraziare il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, e la sua struttura “per l’ottimo lavoro svolto”. Poi ha aggiunto: “Siamo stati sentiti nelle scorse settimane e prendiamo atto che le infrastrutture portuali sono state inserite nella programmazione. Ricordo ancora una volta che il settore portuale ha svolto un ruolo cruciale nel periodo dell’emergenza sanitaria per assicurare l’approvvigionamento dei beni essenziali per il Paese. Per tale motivo è necessario che sia tenuto nella giusta considerazione. Adesso, andiamo avanti con le riforme di alcune norme per la realizzazione delle opere infrastrutturali”.