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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Vincenzo Onorato annuncia: “Vi racconto chi vuole far fallire le nostre compagnie”

Dopo molti mesi di silenzio l’armatore Vincenzo Onorato, patron del Gruppo Moby, è nuovamente tornare a parlare pubblicamente utilizzando il suo profilo Facebook e con un post intitolato “Una storia iniziata 140 anni fa…”.

Questo l’incipit del messaggio: “Cari Amici, come me state vivendo con ansia le sorti delle nostre compagnie. I presupposti per un fallimento non ci sono, ma una forte volontà nemica di farci fallire, quella sì e non da ora. Qualsiasi azienda fallisce per mancanza di liquidità. Abbiamo superato l’attacco di un gruppo di ‘bond holders’ (coloro che detengono parte del nostro debito) perpetrato a settembre 2019. Abbiamo superato la crisi generata dal Covid, traffici quasi annullati, e oggi le nostre Compagnie sono liquide e quindi vivissime. Grazie solo alla forza del NOSTRO COMUNE LAVORO, dall’ultimo mozzo sino ai giovani manager. Nostro Signore diceva che ‘niente di nascosto non verrà alla Luce…’.”

Il breve post di Onorato prosegue con queste parole: “Io desidero dare un piccolo contributo raccontandovi la storia di questo attacco, alimentato da una macchina mediatica di fango, ben programmata e attuata, in azione ormai da due anni che colpisce la mia persona per distruggere le Compagnie. È una storia lunga, a puntate, che se leggerete certamente non vi annoierà. Farò luce sui mandanti che lavorano nell’ombra e neppure tanto nell’ombra e i nomi degli esecutori di questo che è un vero e proprio delitto perpetrato ai danni del vostro lavoro e siamo circa 6.000 persone”.

In conclusione l’anticipazione di quella che sarà “la prima puntata, di una lunga serie, dedicata ad Antonello di Meo, colui che ha dato inizio all’attacco, ed ai suoi importanti amici romani. A presto. V.O.”. Antonello di meo era già stato messo nel mirino dal patron di Moby con un messaggio su Facebook a novembre del 2019 e recentemente era stato denunciato alle autorità finanziarie britanniche e statunitensi.

Non resta che attendere l’inizio di questa serie di racconti.