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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Ipotesi ro-ro da oltre 260 metri per la Darsena Energetica Grandi Masse di Civitavecchia

Il comitato di gestione dell’Adsp del Mare Tirreno Centro Settentrionale – oggi riunitosi per la prima volta con il componente designato dalla Città Metropolitana Roma Capitale, Pino  Lotto – ha approvato all’unanimità il Piano Operativo Triennale 2021-2023. Illustrando i principi alla base del documento, il presidente della port authority Pino Musolino ha evidenziato come uno degli obiettivi sia ” quello di proporre i porti di Civitavecchia e Gaeta sui mercati anche e soprattutto per le merci”.
Tra gli elementi più rilevanti del piano, per quel che riguarda in particolare Civitavecchia, l’AdSP ha parlato di “interventi importanti sulle banchine 20,21,23 con la creazione di una nuova banchina di riva ed il completamento delle darsene traghetti e servizi”, mentre per quel che riguarda la Darsena Energetica Grandi Masse sono stati ipotizzati diversi utilizzi, “non ultimo quello per navi ro-ro di ultima generazione da oltre 260 metri”, oltre al già previsto spazio per un bacino per la cantieristica e al parco archeologico della Mattonara.
Restando sempre nell’ambito del porto di Civitavecchia, la nota evidenzia inoltre come il Pot completerà la “separazione tra porto storico e porto commerciale, con il primo che si aprirà alla città e per il quale è prevista la realizzazione dell’apertura della bocca a sud, con il collegamento all’altezza di Molo Vespucci della terra ferma all’antemurale, che sarà completato con i fondi del Pnrr”.
Altro elemento incluso nel piano è la digitalizzazione: “Dobbiamo recuperare il ritardo – ha dichiarato Musolino – e lo faremo con un Pcs (Port Community System) all’avanguardia, partendo dal presupposto che l’infrastruttura digitale è diventata importante tanto quella materiale”.
Più in generale, Musolino ha sottolineato l’importanza data nel piano al dialogo tra l’AdSP e le città di riferimento, in particolare per far sì che Civitavecchia sia percepita come porto di Roma.
Secondo il vertice della port authority, il Pot 2021-2023 è “un piano ambizioso ma realizzabile”, che consentirà ai porti di Roma di “andare oltre gli ottimi risultati già ottenuti per la crocieristica, che però a causa della pandemia si sono rivelati anche un grosso limite per la mancata diversificazione delle attività sulle merci”.
Tra gli altri obiettivi da centrare, non contenuti nel Pot “in quanto non di competenza dell’AdSP, ma che sono imprescindibili per tutto il network”, l’authority ha elencato anche il riconoscimento per lo scalo della qualifica di “porto core, per accedere direttamente alle risorse a livello europeo”, e gli interventi legati ai collegamenti infrastrutturali, in particolare “la Civitavecchia-Orte, la Roma-Latina e l’ultimo e penultimo miglio ferroviario, sia per Civitavecchia che per Gaeta”.

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