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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Cin e Moby hanno depositato istanza (aggiornata) di concordato preventivo (AGGIORNATO)

Cin ha depositato al Tribunale fallimentare di Milano la proposta definitiva di concordato preventivo e Moby si appresta a fare lo stesso nel pomeriggio di oggi.
Lo riferisce l’agenzia Ansa. La palla passa così nelle mani dei giudici fallimentari, i quali dovranno decidere sull’ammissione delle due proposte. Solo in caso di via libera potrà partire la lunga procedura, della durata stimata di alcuni mesi, con ‘passaggi’ obbligati come l’adunanza dei creditori.

La strada del concordato in continuità è stata intrapresa dopo che era venuta meno la possibilità, per Cin, di raggiungere un accordo con i commissari straordinari di Tirrenia in amministrazione straordinaria, che vanta nei confronti della compagnia crediti per 180 milioni di euro. Nei giorni scorsi è anche emerso che i commissari di Tirrenia in A.s. hanno citato in giudizio il Gruppo Onorato ritenendo che Compagnia Italiana di Navigazione (la società che ha acquistato gli asset di Tirrenia nel 2012, ndr) si trovi in uno stato di dissesto finanziario a causa della inadeguata attività di direzione e coordinamento della controllante Moby e soprattutto della capogruppo Onorato Armatori Srl, partecipata direttamente dalla famiglia Onorato.

Oltre a ciò l’agenzia Adnkronos ha rivelato che Compagnia Italiana di Navigazione ha “formulato una domanda di condanna di Tirrenia in Amministrazione Straordinaria al pagamento dell’importo complessivo di 20,85 milioni di euro avanzata nell’ambito di un procedimento in corso presso la Camera Arbitrale di Milano”. Questa azione legale era stata avviata da Tirrenia di Navigazione in A.S. nei confronti di Cin per ottenere l’accertamento del debito a carico di quest’ultima di 180 milioni a titolo di saldo prezzo per l’acquisto del ramo d’azienda dell’ex compagnia di traghetti pubblica.

Nel dettaglio, la cifra di 20,85 milioni si compone per oltre 16 milioni da richiesta di risarcimento per mancati investimenti (accertati e sanzionati dalla Commissione Europea con provvedimento a carico di Tirrenia in A.S. del marzo 2020) che la bad company avrebbe dovuto effettuare prima della cessione del ramo d’azienda sulle navi poi oggetto di cessione a Cin. Ai 16 milioni si aggiungono oltre 4 milioni quali richiesta di risarcimento per mancati ricavi, penali e maggiori spese, sopportati da Cin nel corso del 2020.

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