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L’Hub di Ravenna resiste (amministrativamente) al conflitto di interessi

Può tirare un sospiro di sollievo l’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna: il giudizio che pendeva sulla direzione lavori del progetto Hub si è risolto a suo favore, sicché l’iter può procedere come previsto. Era stata Sjs Engineering, società del gruppo Dba, ad impugnare, in qualità di seconda classificata, l’aggiudicazione della direzione lavori (appalto da […]

di Nicola Capuzzo
29 Luglio 2021
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Porto Ravenna veduta aerea

Può tirare un sospiro di sollievo l’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna: il giudizio che pendeva sulla direzione lavori del progetto Hub si è risolto a suo favore, sicché l’iter può procedere come previsto.

Era stata Sjs Engineering, società del gruppo Dba, ad impugnare, in qualità di seconda classificata, l’aggiudicazione della direzione lavori (appalto da 6,5 milioni di euro) a un raggruppamento compost fra gli altri da Modimar. Perno del ricorso era la partecipazione di quest’ultima al raggruppamento di imprese che a Genova si è aggiudicato l’appalto integrato dell’Adsp ligure per la progettazione definitiva e esecutiva e realizzazione del completamento di Calata Olii Minerali. Essendo quest’ultimo raggruppamento guidato da Fincosit, che a Ravenna è stata nominata dagli aggiudicatari Consorzio Stabile Grandi Lavori e Dredging International quale consorziata esecutrice dei lavori, l’ipotesi era quella di un conflitto di interessi.

Conflitto che, reso noto dalla stessa Modimar, l’Adsp aveva chiesto di risolvere. Da qui la cessione da parte di Modimar alla neocostituita Modimar Project del ramo di azienda titolare del progetto genovese, ritenuta soddisfacente da parte della stazione appaltante. L’operazione però prevedeva anche il trasferimento di alcune figure professionali indicate nel gruppo di lavoro portato in gara a Ravenna ed è su questo che si è concentrata l’attenzione di Sjs, per lo meno sotto il profilo amministrativo.

Secondo la ricorrente, infatti, “la trasformazione societaria – consistente nella cessione del ramo di azienda – ha stravolto radicalmente la fisionomia della già esaminata offerta tecnica”, anche perché, “se la cessione fosse solo cartolare persisterebbe il conflitto di interessi”.

I giudici hanno però condiviso la tesi di Modimar, secondo cui “l’offerta è rimasta inalterata” in ragione della “sola sostituzione dei nominativi dei professionisti non più disponibili con altri soggetti aventi le medesime competenze ed esperienze”, in proposito sottolineando che “nei documenti di gara era espressamente ammessa la modifica soggettiva dei professionisti componenti il Gruppo di Lavoro, previa verifica di equipollenza dei requisiti”.

Inoltre per il Tar “la partecipazione alle gare d’appalto nella composizione ritenuta ottimale rientra nelle valutazioni di strategia imprenditoriale dell’operatore economico, e la concorrenza non può essere delimitata a priori da conflitti di interessi meramente ipotetici ed eventuali (potendo manifestarsi unicamente con l’aggiudicazione). Peraltro, nel caso di specie la situazione di incompatibilità è stata tempestivamente segnalata dalla stazione appaltante e risolta dalla controinteressata: il rimedio adottato ha permesso di superare il conflitto e di mantenere l’aggiudicazione dell’appalto di cui è causa a condizioni nella sostanza invariate”.

Da capire a questo punto se Sjs – che non ci ha risposto al riguardo – intenda appellare la sentenza e se, soprattutto, abbia sondato altre strade oltre a quella del Tar, anche in ragione del fatto che in linea teorica a Modimar potrebbe imputare non solo il rapporto con Fincosit, ma anche quello con Technital, che a sempre a Genova è parte del Rti affidatario della progettazione di fattibilità tecnica ed economica della nuova diga foranea e che a Ravenna è come Fincosit consorziata di Consorzio Stabile e Dredging International: al conflitto di interessi, amministrativamente risolto secondo il Tar, Antitrust o Anac potrebbero dare una lettura diversa.

A.M.

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