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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Le commesse della Marina Militare stuzzicano la navalmeccanica italiana

Degli oltre 12 miliardi di euro stanziati con l’ultima legge di bilancio per il Ministero della Difesa più di 4 saranno spesi per programmi di previsto avvio della Marina, con probabile coinvolgimento dei diversi cantieri navalmeccanici italiani, da Fincantieri a Intermarine a Mariotti, specializzati nel settore.

Lo si apprende dalla pubblicazione da parte del dicastero presieduto da Lorenzo Guerini del Documento Programmatico Pluriennale 2021-2023, con cui il Ministro della Difesa presenta al Parlamento lo stato di previsione della spesa, per l’anno finanziario 2021 e per il triennio 2021-2023, approvato con la Legge di Bilancio.

In cima alla lista ci sono due nuovi cacciatorpediniere per 1497,3 milioni di euro, ma “la prosecuzione del programma sarà finanziata a valere sulle risorse recate dalle successive Leggi di Bilancio. Il programma ha un fabbisogno complessivo stimato in 2.700 milioni di euro” (di cui 850 stanziati dalla precedente finanziaria).

La voce più consistente è però quella per il “completamento del piano di rinnovamento della linea operativa Pattugliatori della Marina mediante l’acquisizione di 8 nuove unità”: 1,5 miliardi di euro, ma ne serviranno 3,5 nelle prossime leggi di bilancio. Anche in questo caso l’orizzonte di spesa arriva al 2035.

Il restante miliardo servirà per “l’acquisizione di due unità d’altura” (232 milioni su 823 stimati), “l’ammodernamento di mezza vita dei cacciatorpediniere della Classe Doria” (170 milioni su un fabbisogno di 330), “il rinnovamento delle Unità Ausiliarie dedicate al supporto logistico costiero, al servizio dei fari e del segnalamento marittimo e addestramento, tramite la realizzazione di nuove unità per un totale di quattordici” (120 milioni su un fabbisogno di 600 già finanziato per 90) e per un’unità navale J3MS (470 milioni ma manca la scheda specifica sul fabbisogno complessivo).

Il documento poi fa il punto anche sui programmi già operanti. Fra le voci di spesa più significative nel triennio in ambito navale ci sono quella per “l’acquisizione di una nuova unità in grado di proiettare ed impiegare capacità militari ed umanitarie dal mare su terra in teatri lontani e per periodi prolungati, per supporto alle operazioni anfibie o per intervenire in sostegno alle popolazioni colpite da situazioni di crisi/calamità” (ca 230 milioni entro il 2023); il programma Fremm “avviato nel 2002 in cooperazione con la Francia, relativo allo sviluppo ed alla costruzione di dieci Fregate Europee Multi Missione di nuova generazione” e rifinanziato a valle della cessione delle due ultime navi all’Egitto (oltre 600 milioni entro il 2023); il programma riguardante i sommergibili U-212 (finanziamenti del Ministero dello Sviluppo Economico); il “programma avviato nel 2015, all’interno del più ampio Programma Navale per la tutela della capacità marittima della Difesa (L.147/2013 art.1 co.37), per lo sviluppo ed acquisizione di una nuova classe composta da 10 pattugliatori d’altura” (oltre 1.300 milioni); il “Programma pluriennale di acquisizione della nuova Unità Idro-Oceanografica Maggiore (NIOM) e delle nuove Unità Idro-Oceanografiche Costiere (NIOC)”.

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