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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Rimorchio a Spezia: i dettagli del bando e le preoccupazioni dei lavoratori per la clausola sociale

All’avviso pubblicato una settimana fa hanno fatto ora seguito i documenti relativi alla gara per l’affidamento del servizio di rimorchio nel porto de La Spezia. Così, dopo durata (15 anni) e valore stimato dell’appalto (148,7 milioni di euro) sono ora noti tutti i dettagli tecnici e procedurali del bando.

È il caso di consistenza e caratteristica della flotta richiesta dalla Capitaneria di Porto per l’espletamento del servizio: “Il numero dei rimorchiatori minimi richiesti per espletare il servizio nel porto della Spezia è fissato in n. 6 unità: 4 di prima linea, 1 di seconda linea e 1 ulteriore rimorchiatore avente dimensioni e pescaggio ridotto, quale requisito di partecipazione alla gara e pertanto escluso dai punteggi (cd. ‘extra griglia’, da rendere disponibile con un preavviso di due ore rispetto al previsto impiego). Dei sopracitati rimorchiatori di prima linea, almeno 2 (due) rimorchiatori con bollard pull da almeno 70 tonnellate e 1 (uno) rimorchiatore da almeno 80 tonnellate. Almeno 1 (uno) dei 4 (quattro) rimorchiatori della flotta di prima linea dovrà possedere la notazione FFQ-1 e la caratteristica ‘escort Tug’. È necessaria la presenza dell’albero abbattibile in almeno 2 rimorchiatori di prima linea, per consentire le manovre di spinta in sicurezza”. Definiti anche orari e disponibilità dei mezzi per l’organizzazione del servizio.

La documentazione, inoltre, dà conto dei criteri seguiti per l’elaborazione dei costi previsti per l’aggiudicatario, dai dati sul volume di attività pregressa (“il concessionario uscente, nell’anno 2019 ha erogato servizi per 2.135 cavi”) alle previsioni sullo sviluppo dei traffici de La Spezia: “Le proiezioni riferite al 2030 congiuntamente a recenti valutazioni suggeriscono un obiettivo di movimentazione che traguarderà probabilmente i 2,4/2,5 milioni di Teus complessivi di cui le relative incidenze sulle nuove opere di ampliamento”.

Ha già sollevato malumori invece la disciplina della clausola sociale. Si specifica infatti che “la clausola sociale non impone il totale riassorbimento, a tempo indeterminato ed in forma automatica e generalizzata, dei lavoratori del concessionario uscente, ma l’obbligo di mera armonizzazione delle condizioni di lavoro con l’organizzazione del concessionario subentrante e con le esigenze tecnico-organizzative previste nel nuovo contratto”.

L’eventuale newcomer aggiudicatario del servizio, in sostanza, non sarà tenuto a impiegare il personale dell’incumbent (Rimorchiatori Riuniti Spezzini, gruppo Scafi) che in via residuale, anche perché, d’altro canto, per partecipare viene chiesta come requisito la dotazione “di un organico minimo di personale marittimo di almeno 10 equipaggi, composti al minimo ciascuno da 1 Comandante, 1 Direttore di Macchina e 1 Marinaio a seconda della tipologia del rimorchiatore”. E solo laddove non abbia in organico personale sufficiente a coprire l’offerta presentata l’aggiudicatario sarà tenuto a rivolgersi prioritariamente ai marittimi del concessionario uscente, garantendo loro livelli retributivi e applicazione del CCNL.

Per il momento non si registrano reazioni ufficiali, ma diverse fonti confermano a SHIPPING ITALY che l’articolo 5 del Capitolato Speciale d’Appalto ha creato malumore nel sindacato confederale, che si sarebbe già attivato sul tema. Il timore evidentemente è che la gara spezzina possa attrarre operatori più ‘aggressivi’ sul fronte dei contratti di lavoro, dato che analoghe previsioni erano state già previste nelle gare per il rimorchio avviate a Civitavecchia e a Savona (anche se in modo più sfumato in Liguria) senza suscitare simili preoccupazioni.

A.M.

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