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Via libera alla decontribuzione (al 30%) per le navi dei registri nazionali iscritte al sud

Gli armatori italiani del cabotaggio (una parte di essi, più esattamente) possono festeggiare: la decontribuzione dei propri marittimi è realtà. Il DL Rilancio nell’agosto 2020 aveva stabilito che l’esonero totale dei contributi previdenziali e assistenziali previsto a regime per le navi iscritte al Registro Internazionale fosse esteso – come misura di contrasto agli effetti della […]

di Nicola Capuzzo
13 Settembre 2021
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Gli armatori italiani del cabotaggio (una parte di essi, più esattamente) possono festeggiare: la decontribuzione dei propri marittimi è realtà.

Il DL Rilancio nell’agosto 2020 aveva stabilito che l’esonero totale dei contributi previdenziali e assistenziali previsto a regime per le navi iscritte al Registro Internazionale fosse esteso – come misura di contrasto agli effetti della pandemia – per il periodo agosto 2020 – dicembre 2021 alle imprese armatoriali delle unità o navi iscritte nei registri nazionali che esercitano attività di cabotaggio, di rifornimento dei prodotti petroliferi necessari alla propulsione ed ai consumi di bordo delle navi, nonché adibite a deposito ed assistenza alle piattaforme petrolifere nazionali.

L’attuazione del beneficio, però, era demandata a un decreto del Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, da adottarsi di concerto con il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’Economia e delle finanze. Tale decreto non ha mai visto la luce e, come raccontato da SHIPPING ITALY, la situazione non è stata sbloccata nemmeno dal DL Infrastrutture appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Una ‘pezza’ almeno parziale, ora, è stata messa dall’Inps, con una comunicazione sulla Decontribuzione Sud. È una norma introdotta anch’essa dal DL Agosto 2020, con cui ai datori di lavoro privati, la cui sede di lavoro sia situata in regioni cosiddette svantaggiate, è riconosciuto un esonero dal versamento dei contributi pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali dovuti dai medesimi, con esclusione dei premi e dei contributi spettanti all’Inail. L’esonero è stato approvato dalla Commissione Ue (mentre la sua estensione a tutto il 2029, decisa successivamente, è ancora sub iudice).

Il beneficio per le imprese armatoriali non è cumulabile ovviamente a quello della decontribuzione totale che spetterebbe loro. Ma con la sua comunicazione l’Inps ha reso noto che, ottenuto conforme parere in proposito dal Ministero del Lavoro, la cosiddetta Decontribuzione Sud è autorizzata, “in attesa dell’attuazione dell’esonero” dalla contribuzione totale. “Il beneficio contributivo in argomento dovrà essere successivamente oggetto di compensazione con l’esonero contributivo (pari al 100% della contribuzione dovuta) di cui all’articolo 88 del decreto-legge n. 104/2020, una volta operativo” precisa la nota di Inps.

A fruire di questa misura, quindi, saranno le imprese armatoriali di unità o navi iscritte nei Registri nazionali (quindi battenti bandiera italiana) che esercitano attività di cabotaggio, di rifornimento dei prodotti petroliferi necessari alla propulsione e ai consumi di bordo delle navi, nonché quelle adibite a deposito ed assistenza alle piattaforme petrolifere nazionali. E l’esonero varrà per le contribuzioni dovute per i marittimi imbarcati esclusivamente su navi che risultino iscritte nei compartimenti marittimi ubicati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

A.M.

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