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Eolico offshore: a Taranto via all’imbarco delle turbine e al Mite 64 manifestazioni d’interesse

Pochi giorni dopo il suo arrivo nel porto di Taranto, a bordo della nave specializzata Mpi Resolution della società olandese Mpi Offshore sono stati imbarcati i primi componenti delle venti turbine che andranno a formare il nuovo campo eolico offshore al largo delle coste pugliese nel Mar Ionio. Si parla di un investimento di circa […]

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
27 Settembre 2021
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MPI Resolution – Taranto – San Cataldo Container Terminal

Pochi giorni dopo il suo arrivo nel porto di Taranto, a bordo della nave specializzata Mpi Resolution della società olandese Mpi Offshore sono stati imbarcati i primi componenti delle venti turbine che andranno a formare il nuovo campo eolico offshore al largo delle coste pugliese nel Mar Ionio.

Si parla di un investimento di circa 80 milioni di euro promosso dalla società Renexia Services del gruppo Toto Holding, mentre la gestione dell’impianto verrà affidata alla società Beleolico. I monopali e le turbine (Senvion) sono 20, ciascuna da 3 MW ciascuna, pari a 30 MW di potenza installata. Il nuovo complesso è destinato a entrare in esercizio nei primi mesi del 2022. L’intero progetto è basato su fondazioni monopalo con un diametro di 4,5 metri, lunghezza totale di circa 50 metri, per 400 tonnellate di acciaio. Su queste fondazioni saranno installate le torri da 80 metri e i rotori da 135 metri di diametro.

Mentre a Taranto entra nel vivo la costruzione di questo progetto, al Ministero della Transizione Ecologica si è tenuta nei giorni scorsi una riunione plenaria dedicata proprio ai nuovi impianti eolici offshore galleggianti. Al meeting hanno preso, secondo quanto reso noto dallo stesso dicastero romano, anche esponenti dei ministeri interessati e di tutte le imprese e le associazioni che hanno partecipato all’avviso pubblico del 25 giugno scorso dello stesso Mite inteso ad acquisire manifestazioni d’interesse da parte dei soggetti imprenditoriali in grado di realizzare impianti eolici offshore flottanti.

Sono state 64 le manifestazioni di interesse pervenute, di cui 55 da parte di imprese e associazioni di imprese, 3 da parte di associazioni di tutela ambientale (Wwf, Legambiente e Greenpeace) e 6 da altri soggetti (Anev, Elettricità futura, Cna, Cgil, università Politecnico di Torino, Owemes – associazione di ricercatori). Sedici proposte sono già corredate da progetti per la realizzazione di specifici impianti offshore flottanti da collocare, in sei casi, in acque oltre le 12 miglia. Per i singoli progetti il bando ha già previsto come criteri di valutazione “la minimizzazione degli impatti ambientali, la celerità della realizzazione e il dimensionamento ottimale di ciascun progetto sotto il profilo della produzione energetica”.

La scelta di utilizzare le nuove tecnologie per realizzare impianti eolici offshore galleggianti al largo delle coste è stata, a propria volta, ritenuta capace di minimizzare l’impatto ambientale e paesaggistico e di ridurre al minimo i lacci e lacciuoli che spesso bloccano l’installazione degli impianti Fer (fonti energia rinnovabile) a terra.

I rappresentanti del Ministero hanno quindi preso atto con favore del generale clima di condivisione e collaborazione che sarà necessario per consentire la rapida definizione e approvazione dei progetti nel pieno rispetto delle istanze ambientali ai fini della loro realizzazione e messa in produzione al servizio della comunità nazionale.

A tal fine sarà anche fondamentale l’apporto di Terna per minimizzare l’impatto derivante dalla messa a terra dei cavi di trasporto dell’energia elettrica prodotta.

Il capo di gabinetto del MiTe ha osservato che l’offshore è uno dei passaggi che porteranno alla transizione energetica, anche se va sviluppato ancora l’onshore. Diversi contrasti tra il MiTe e altre amministrazioni hanno bloccato tanti gigawatt che potrebbero già essere prodotti, ma si sta lavorando pure con la Presidenza del Consiglio per superare i problemi. A tal fine il Ministero ha preannunciato che continuerà a seguire con grande attenzione il progetto e che già la prossima settimana inizieranno le riunioni bilaterali con i presentatori dei singoli progetti.

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