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L’Art bacchetta le Adsp e accende un faro su Genova e tasse portuali

Sarà per la sovrapposizione di competenze che l’istituzione del nuovo garante ha finito secondo alcuni per creare, sarà per imperscrutabili e diversi motivi, è un fatto che il rapporto fra Autorità di Regolazione dei Trasporti e Autorità di Sistemi Portuali continui a non rappresentare uno specchiato esempio di collaborazione istituzionale.

Se ne è ha una volta di più riprova leggendo l’ottavo rapporto annuale sull’attività di Art, presentato oggi presso la Camera dei Deputati dal presidente Nicola Zaccheo, per la prima volta dall’insediamento della nuova consiliatura avviata il 28 ottobre 2020.

Un anno fa il predecessore Andrea Camanzi aveva bacchettato l’inerzia degli enti portuali, stigmatizzando, con riferimento all’adozione da parte di Art nel 2018 delle prime misure di regolazione dell’accesso alle infrastrutture portuali, le “scarse informazioni fornite in ordine alle modalità di adempimento delle pertinenti misure regolatorie”.

Passati 12 mesi Zaccheo non ha potuto che rincarare la dose, dovendo “confermare lo scarso livello di ottemperanza evidenziato in relazione agli esiti del monitoraggio dell’anno precedente. Pochi i dati acquisiti in merito alle concessioni di aree e banchine rilasciate nel periodo di riferimento ed alle relative modalità di adempimento delle misure regolatorie previste dall’Autorità. Anche le disposizioni in materia di autorizzazioni allo svolgimento di operazioni e servizi portuali non risultano ancora completamente recepite in tutti i regolamenti di procedura approvati dalle AdSP. Alcune di esse hanno ribadito di non riconoscere nei propri ambiti l’esistenza di infrastrutture essenziali e di non ritenersi, pertanto, soggette alle misure ad esse applicabili. Risultano ancora in larga parte non adottati i previsti meccanismi incentivanti correlati ai canoni concessori, né predisposti gli opportuni strumenti di contabilità regolatoria per il controllo delle tariffe di operazioni e servizi portuali che presuppongono l’utilizzo di infrastrutture essenziali”.

Sul fronte delle concessioni, tuttavia, Zaccheo ha mostrato ottimismo a riguardo di una più stretta intesa con le Adsp, citando “l’intendimento di realizzare, mediante collaborazione con il Ministero competente e le AdSP, una specifica base-dati funzionale all’individuazione di principi e criteri per regolare l’affidamento delle nuove concessioni e il monitoraggio di quelle esistenti”. E assicurando che il completamento dell’inserimento in apposita banca dati Art “dei dati di interesse da parte delle AdSP è previsto per il mese di settembre 2021”.

Un altro paragrafo della relazione ha inoltre annunciato la volontà di Art di provvedere ad “approfondimenti sul regime di applicazione delle tasse portuali”. Vi si spiega che “a seguito della ricezione di una segnalazione da parte di un operatore terminalista del porto di Genova, è stato avviato un approfondimento in materia di potenziali profili discriminatori che possano derivare dall’applicazione del sistema vigente di tassazione delle merci in ambito portuale. In particolare, è stata analizzata la tematica del regime di esenzione dal pagamento delle tasse portuali, attualmente vigente nei porti italiani, a favore del trasporto via container e Roll on/roll-off (Ro-Ro) in ambito nazionale e UE, e non prevista per il trasporto effettuato con altre modalità (rinfusa, etc.)”.

La segnalazione ricevuta, conclude la relazione, ha evidenziato come “nel porto di Genova l’esenzione in oggetto si applicherebbe non soltanto alle tasse portuali, ma anche ad altre sovrattasse previste nello scalo e legate ad aspetti specifici quali sicurezza ed informatizzazione”. Da cui la richiesta di Art “alla competente AdSP del Mar Ligure occidentale di una serie di chiarimenti sui regimi di tassazione portuale attualmente applicati negli scali di competenza, al fine di acquisire ulteriori elementi da tenere in considerazione per i successivi approfondimenti”.

In ambito marittimo-portuale, infine, la relazione menziona, questa volta con toni di favore, le procedure avviate dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per la revisione del sistema di continuità territoriale marittima, definendo “positiva la verifica di mercato svolta dal Mims” e ricordando la “liberalizzazione di 4 delle 10 linee precedentemente sovvenzionate dallo Stato (Napoli-Palermo, Ravenna-Brindisi- Catania, Livorno-Cagliari e Genova-Olbia-Arbatax)”.

In questo ambito Art ha fatto intendere che in futuro anche il mercato dei servizi marittimi di interesse regionale e locale sarà disciplinato “da contratti di servizio molto vincolanti”.

A.M.

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