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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Assiterminal auspica sostegni per stazioni marittime ed estensione del 15bis

Dopo i desiderata di Confitarma, il percorso di audizioni parlamentari organizzato nell’ambito dell’iter di conversione in legge del DL Infrastrutture ha visto avvicendarsi Assarmatori e Assiterminal.

L’associazione armatoriale presieduta da Stefano Messina e rappresentata in audizione dal segretario generale Alberto Rossi ha ricalcato la linea dei colleghi: apprezzamento per lo sblocco del sostegno (70 milioni di euro) al settore dei traghetti deciso col DL Agosto del 2020 e auspicio che si faccia altrettanto con la misura (contenuta nello stesso decreto) della decontribuzione del personale che opera nelle navi che fanno attività di cabotaggio.

Quanto all’associazione dei terminalisti, sono tre gli emendamenti proposti (con articolata formulazione contenente anche una relazione illustrativa).

Il primo punta ad allungare a tutto il 2021 (oggi è limitato al 31 luglio 2021) il periodo di riconoscimento di sconti sul canone dei concessionari in caso di significative riduzioni di fatturato rispetto al 2019, un intervento pensato specificamente per terminal passeggeri e stazioni marittime.

Il secondo suggerisce, come forma di compensazione per i cali di traffico, che le Autorità di Sistema Portuale possano disporre “la modifica dei rapporti concessori in essere, anche in termini di durata”.

Il terzo, vecchio cavallo di battaglia di Assiterminal, è la previsione che le Adsp possano utilizzare le tasse portuali per sostenere misure di incentivazione al prepensionamento anche dei dipendenti di imprese portuali (articoli 16) e terminal (articoli 18), estendendo in sostanza quanto oggi già previsto (comma 15-bis) per gli articoli 17 (compagnie portuali). Saggiamente la formulazione di Assiterminal evita di specificare se la quota di tasse portuali eventualmente da destinarsi a tale finalità sia da detrarre dal 15% previsto appunto dal 15-bis o sia da considerarsi aggiuntiva, vero scoglio della misura (perché avversata, nel primo caso, dalle compagnie portuali che vedrebbero ridursi, anche solo in potenza, un ammontare ad esse riservato o, nel secondo, dalla finanza pubblica che vedrebbe ridimensionate le proprie entrate).

In altro contesto Assiterminal ha inoltre destinato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una comunicazione volta a risolvere le spinose e numerose problematiche relative al decreto green pass, per ciò che concerne responsabilità soggettiva e oggettiva (ai terminal accedono di norma svariati lavoratori da esso non dipendenti) dei controlli e modalità di esecuzione degli stessi. Il mancato riferimento al tema dell’imputazione dei costi dei tamponi richiesti ai lavoratori che non siano dotati di green pass fa dedurre che l’orientamento sia quello di ascriverli ai lavoratori stessi, anche se nei giorni scorsi la possibilità di parziali e temporanee aperture, a livello di singole aziende, è circolata.

A.M.

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