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Il Tar rinvia sul conflitto di Rina sulla diga di Genova. A rilento (e al buio) la Via

Ci vorrà quasi un altro mese perché il Tar della Liguria si pronunci sul ricorso proposto da Progetti Europa&Global contro l’aggiudicazione a Rina Consulting, da parte dell’Autorità di Sistema Portuale di Genova, dell’appalto da circa 19 milioni di euro per il project management consultant e la direzione lavori inerenti progettazione definitiva, esecutiva ed esecuzione lavori […]

di Nicola Capuzzo
6 Ottobre 2021
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Ci vorrà quasi un altro mese perché il Tar della Liguria si pronunci sul ricorso proposto da Progetti Europa&Global contro l’aggiudicazione a Rina Consulting, da parte dell’Autorità di Sistema Portuale di Genova, dell’appalto da circa 19 milioni di euro per il project management consultant e la direzione lavori inerenti progettazione definitiva, esecutiva ed esecuzione lavori della nuova diga foranea di Genova, appalto da 950 milioni di euro ancora da bandirsi.

L’impugnazione, resa nota da SHIPPING ITALY, risale a metà settembre e il Tar aveva fissato la data odierna per valutare l’istanza cautelare di sospensione chiesta dalla società piazzatasi al secondo posto. I giudici liguri hanno però deciso di prendersi altre quattro settimane per vagliare la richiesta. Progetti Europa&Global eccepisce il presunto conflitto di interesse in capo a Rina Consulting, parte del medesimo gruppo che, con la controllata Rina Check, si aggiudicò la verifica della progettazione di fattibilità tecnico economica della diga (pfte).

Lo slittamento processuale non dovrebbe incidere sull’iter della procedura. Nelle more del giudizio sulla sospensiva è presumibile infatti che Adsp si avvalga di Rina Consulting per la prima fase dell’appalto, consistente nel supporto che l’appaltatore deve prestare all’appaltante per risolvere i rilievi emersi proprio in fase di verifica della Pfte, all’origine, presumibilmente, dell’enorme ritardo (la data limite era quella del 22 giugno) nell’ottenimento del parere chiesto al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (Csllpp), che ieri Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Adsp, ha annunciato per metà ottobre.

Nel frattempo è emerso che i tempi per l’istruzione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale non sono dipesi dall’attesa del tardivo parere dello stesso Consiglio. In base al Decreto Semplificazioni bis, infatti, Adsp avrebbe potuto il 23 giugno considerare come un silenzio assenso la mancata espressione del Csllpp e partire con la Via. Solo il 22 settembre, però, la documentazione è stata mandata al Ministero della Transizione Ecologica, presumibilmente per correggere i rilievi sollevati a fine giugno sulla Pfte da Rina Check.

E, malgrado il progetto rientri fra quelli inseriti nella ‘corsia preferenziale’ disegnata proprio dal Dl Semplificazioni bis, il ritmo non sembra incalzante: dopo due settimane la procedura è ancora alla verifica amministrativa, tanto che, contrariamente a quanto continua a prevedere la legge, non è stato pubblicato alcun documento progettuale, il che dilaterà i tempi di presentazione di osservazioni del pubblico. A meno che lo scopo, come avvenuto col dibattito pubblico di inizio anno, svolto in 20 giorni sui 120 disponibili per legge, non sia al contrario quello di comprimerli.

Andrea Moizo

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