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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Grimaldi rivela i dettagli della nuova serie di navi car carrier pronte a navigare ad ammoniaca

Valencia (Spagna) – Quella che il Gruppo Grimaldi si appresta a commissionare a un cantiere navale asiatico sarà una nuova serie di navi car carrier particolarmente flessibili e predisposte per futura alimentazione ad ammoniaca quando i tempi saranno maturi per questo nuovo carburante.

Lo ha rivelato oggi la shipping company partenopea in occasione della XXIV Euromed Convention durante la quale è stato proiettata una slide con il riepilogo delle ultime nuove costruzioni ordinate e delle prossime commesse.

Quello che l’amministratore delegato Emanuele Grimaldi aveva preannunciato a SHIPPING ITALY nelle scorse settimane sarà un ordine per cinque nuove navi multipurpose vehicle carrier in grado di trasportare 210 container, 5.700 metri lineari di carico rotabile e 4.260 auto. Non solo: saranno le prime navi del gruppo (e fra le prime a livello mondiale) predisposte per la propulsione ad ammoniaca che non a caso lo stesso Grimaldi durante la convention ha detto di considerare come “la soluzione per il futuro” in materia di carburanti per il trasporto marittimo. “Stiamo ancora facendo delle modifiche al progetto ma siamo quasi pronti a lanciare i tender entro fine anno” ha detto l’a.d. del gruppo. Che dice di aspettarsi dai cantieri “un prezzo più alto perchè il costo del petrolio e del ferro è salito. Almeno circa 10 milioni di dollari in più a nave”.

Oltre a essere ammonia-ready le new building avranno anche pannelli solari fotovoltaici, sistemi di propulsione innovativi e altre innovazioni tecnologiche per rendere la navigazione il più possibile efficiente ed eco-sostenibile.

Il gruppo si dimostra innovativo anche dal punto di vista finanziario con la scelta di ‘accelerare’ l’ammortamento delle sue navi attualmente in flotta riducendolo di 5 anni (in media finora la vita utile di ogni asset era di circa 25-30 anni) in vista di una loro più rapida obsolescenza resa inevitabile dalla transizione ecologica, in particolare dai nuovi carburanti e dai sistemi di propulsione. Una scelta che “peserà sul bilancio del gruppo un centinaio di milioni di euro” ma che rappresenta al tempo stesso un segnale chiaro, anche per altre realtà armatoriali concorrenti (e non), della rapidità con cui il mercato navale sta evolvendo. A questo proposito Grimaldi ha affermato: “Abbiamo oltre 2 miliardi di euro di investimenti in corso ma vado ripetendo che bisogna fare di più”.

Nicola Capuzzo