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Crisi di traffico e tensione sindacale alle stelle in Porto Livorno 2000

Zero croceristi fino a più di metà anno, un terzo degli scali rispetto al pre-pandemia nell’ultimo trimestre: bastano pochi numeri per evidenziare come Porto Livorno 2000, il terminal passeggeri dello scalo toscano, sia fra le stazioni marittime maggiormente colpite dagli effetti del Covid-19. Se a ciò si aggiungono la recente posposizione degli investimenti previsti in […]

di Nicola Capuzzo
3 Novembre 2021
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Zero croceristi fino a più di metà anno, un terzo degli scali rispetto al pre-pandemia nell’ultimo trimestre: bastano pochi numeri per evidenziare come Porto Livorno 2000, il terminal passeggeri dello scalo toscano, sia fra le stazioni marittime maggiormente colpite dagli effetti del Covid-19.

Se a ciò si aggiungono la recente posposizione degli investimenti previsti in capo alla cordata privata (guidata dal gruppo Moby) che ha rilevato la maggioranza delle azioni e l’assentimento ad altre merceologie di spazi destinati alle crociere, è facile comprendere il recente sfogo contro la gestione della società affidato dai delegati sindacali Enrico Barbini, Maria Grazia Macchia e Davide Merolla (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil) a una nota inviata giorni fa al quotidiano locale Il Tirreno.

“Proprio adesso che sta ripartendo il traffico crocieristico – vi si leggeva – i lavoratori cosiddetti stagionali vengono mandati a casa: in 25 anni mai era accaduta una cosa del genere. Si preferisce utilizzare servizi esterni anziché puntare su quel personale formato e specializzato che da molti anni presta servizio presso la società”.

Non l’unica problematica sollevata dai rappresentanti sindacali, la cui iniziativa prendeva le mosse dall’annullamento unilaterale di un incontro volto alla sottoscrizione dell’accordo integrativo aziendale, fermo da anni, e all’esperimento della procedura per la stabilizzazione dei lavoratori stagionali. Una nota chiusa duramente: “Ci chiediamo quando e come sarà possibile realizzare gli investimenti infrastrutturali dal momento che il maggiore azionista è investito da una crisi finanziaria di notevoli proporzioni. La sensazione è che la situazione stia scappando di mano su tutti i fronti, anche perché si assegnano aree già destinate al traffico crocieristico per altre tipologie di attività e si prolunga di 5 anni un ipotetico inizio lavori. Dove è il porto passeggeri del futuro che ci era stato prospettato a gran voce dai soci pubblici ai lavoratori e alla città con l’arrivo dei privati?”.

Alle domande dei delegati non è arrivata risposta dal socio pubblico (l’Autorità di Sistema Portuale, rimasta azionista di minoranza dopo la cessione a Moby e soci), ma dalla società: “A seguito di un articolo pubblicato sul Tirreno nel quale i delegati sindacali denunciavano grosse criticità riguardo l’organizzazione del lavoro, come i tagli al personale e l’utilizzo del personale esterno anziché i precari storici a casa dall’11 di ottobre, è stato notificato un provvedimento disciplinare nei confronti dei Delegati stessi da parte dell’Azienda”.

A denunciarlo proprio le tre Ooss, che hanno quindi chiesto “la riapertura immediata del tavolo negoziale” e “proclamato contestualmente lo stato di agitazione con eventuali giornate di mobilitazione e dichiarando che metteranno in atto tutte le possibili iniziative per la tutela delle proprie RSA e di tutti i lavoratori a tempo indeterminato e stagionali della Porto 2000”.

A.M.

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