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Savio: “Ecco i piani della Orlean Invest di Volpi a Marghera e in altri porti in Italia ed Europa”

Replicare a Marghera (e non solo lì) il modello di logistica portuale al servizio dei grandi player dell’oil&gas che tanto bene ha funzionato in Africa. È questo il progetto di sviluppo del gruppo Orlean Invest Holding che fa capo all’imprenditore Gabriele Volpi nei porti italiani ed europei raccontato a SHIPPING ITALY da Bruno Savio, presidente […]

di Nicola Capuzzo
26 Novembre 2021
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Interporto Rivers Venezia – porto Marghera

Replicare a Marghera (e non solo lì) il modello di logistica portuale al servizio dei grandi player dell’oil&gas che tanto bene ha funzionato in Africa. È questo il progetto di sviluppo del gruppo Orlean Invest Holding che fa capo all’imprenditore Gabriele Volpi nei porti italiani ed europei raccontato a SHIPPING ITALY da Bruno Savio, presidente di Interporto Rivers Venezia. Quest’ultima è la società che ha rilevato a Marghera dal tribunale fallimentare l’ex Terminal Intermodale Adriatico e sta cercando di rilanciare l’attività in banchina allargando il raggio d’azione con un apposito nuovo piano d’investimenti.

“L’obiettivo è quello di fare crescere l’infrastruttura portuale di Marghera sfruttando la prossimità al tessuto economico e imprenditoriale del Nord-Est d’Italia, un’ampia superficie operativa di 250.000 mq di aree di proprietà con 500 metri di accosto per le navi e un raccordo ferroviario con 5 chilometri complessivi di binari” spiega Savio. Dallo scorso febbraio il piano di rilancio ha iniziato a muovere i primi passi con il ripristino delle attrezzature e dei macchinari, il ridisegno dal layout interno del terminal e un programma d’investimenti superiore ai 20 milioni di euro, di cui 10 nel medio-breve termine (fra questi rientra la gru appena arrivata dalla Nigeria) e almeno altrettanti per ampliare i magazzini destinati ad esempio al settore agroalimentare. Nel mirino ci sono anche acquisizioni di altri immobili limitrofi sempre nei pressi del terminal Interporto Rivers Venezia che chiuderà il 2021 con oltre 1 milione di tonnellate di merci movimentate ma gli obiettivi per gli anni a venire sono progressivamente crescenti.

In tanti si chiedono però quali in concreto siano i settori d’attività nei quali la società intende operare. “Project cargo e general cargo innanzitutto, sfruttando le possibili sinergie port to port fra Europa e Africa al fine di proporre un servizio one stop shop e l’expertise al servizio dell’industria oil&gas acquisite in quei settori con le attività che il gruppo Orlean Invest storicamente svolge in Nigeria, Angola e Mozambico. Sia per clienti con cui l’azienda lavora già che per altri” aggiunge Savio. A proposito delle merceologie che verranno sbarcate e imbarcate a Marghera il presidente parla di “carichi project, materie prime in importazione, agroalimentare, materiali in esportazione, tubi, cemento, materiali ferrosi e rinfuse”. A tutti gli effetti un terminal portuale multipurpose in grado di accogliere navi fino a 40-50.000 tonnellate di portata grazie a pescaggi attuali da -9,8 metri e che in futuro dovrebbero tornare a oltre -10 metri quando i lavori di dragaggio saranno completati.

Rassicurando i vicini di banchina a Marghera sul fatto che “la competizione portuale deve giocarsi a livello internazionale e non a livello locale”, Savio conclude sottolineando che il gruppo controllato da Volpi “non esclude di espandere l’attività anche in altre realtà portuali in Italia e in Europa” aggiungendo che “sia il Tirreno che l’Adriatico (Ravenna) sono due punti d’interesse”.

Nicola Capuzzo 

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