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Onorato Armatori in pressing sul Mise per un accordo con Tirrenia in A.S.

La famiglia Onorato torna a parlare per sollecitare un intervento da parte del Governo al fine di scongiurare l’amministrazione straordinaria o il fallimento

di Redazione SHIPPING ITALY
21 Febbraio 2022
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Onorato Armatori, la holding che controlla Moby, a sua volta controllante di Compagnia Italiana di Navigazione, va in pressing sul Ministero dello Sviluppo Economico chiededno di esprimersi favorevolmente sulla proposta di piano di concordato attraverso Tirrenia in Amministrazione Straordinaria.

Come raccontato nei giorni scorsi da SHIPPING ITALY il tribunale di Milano ha fissato la scadenza del 31 marzo prossimo per consentire a Compagnia Italiana di Navigazione Spa di depositare la documentazione mancante affinché sia completo e sufficientemente garantito il piano di ristrutturazione del debito proposta mentre ai commissari giudiziali è stato posto il termine del 12 maggio per depositare la propria relazione ex art. 172 l.f..

In una nota di Onorato Armatori, che fa seguito a un’intervista concessa dall’armatore Vincenzo Onorato a Il Trreno, si legge: “Nelle scorse settimane il Gruppo Moby ha raggiunto un importante accordo con la maggior parte dei propri creditori, in particolare con le banche e con i bondholder. Resta, purtroppo, ancora aperta la definizione del credito con Tirrenia in A.S. per 180 milioni di euro. Abbiamo offerto a Tirrenia in A.S. 144 milioni di euro. È, inoltre, da sottolineare che nonostante Tirrenia A.S. sia un creditore chirografario, quindi privo di qualsiasi garanzia reale sui beni della società, la scrivente ha offerto in garanzia ben quattro navi con ipoteca”.

Vincenzo Onorato e i figli Achille e Alessandro si dicono “seriamente preoccupati dall’atteggiamento del MISE e del Ministro Giorgetti: è inspiegabile che non abbia mai aperto, malgrado più volte sollecitato, anche dai Sindacati, un tavolo di confronto. È inspiegabile anche che non risponda a un’offerta che prevede un pagamento immediato alla firma di 23 milioni di euro (che in caso di procedura fallimentare verrebbe incassato da Tirrenia in A.S. solo dopo alcuni anni e costituirebbe il massimo importo recuperabile) e un ulteriore pagamento dilazionato di 121 milioni di euro garantito, come detto, da ipoteca su quattro navi”.

La nota di Onorato Armatori aggiunge: “È altresì inspiegabile la comunicazione del 5 maggio 2021 con cui i commissari di Tirrenia in A.S. ci informavano che il Ministro Giorgetti li autorizzava a firmare l’accordo già preparato ma con l’inserimento di due clausole che l’attestatore del piano ha definito illegittime, perché in aperta violazione di norme di legge e della par condicio creditorum e ha comunicato tutto ciò al Tribunale di Milano”.

Secondo Onorato lo stesso Tribunale di Milano avrebbe “imposto il raggiungimento di un accordo e, quindi, una risposta da parte di Tirrenia in A.S. entro il 31 marzo del corrente anno, in assenza del quale verrà aperta la procedura fallimentare a carico della nostra società che ricordiamo aver raggiunto accordi vincolanti con la maggioranza dei creditori finanziari che hanno accolto un piano serio e credibile e con ritorni che rappresentano un unicum in uno scenario del genere”.

La nota conclude dicendo: “È, infine, ancora una volta inspiegabile l’assoluta indifferenza da parte del MISE per la sorte di un gruppo di compagnie che dà lavoro ad oltre seimila famiglie, principalmente del Sud”.

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