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Come i trasporti marittimi e i porti stanno reagendo al conflitto Ucraina – Russia

A Gioia tauro 660 container bloccati, Maersk ferma le prenotazioni da e per la Russia, mentre il Regno Unito blocca l’accesso ai suoi scali alle navi di Mosca

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
1 Marzo 2022
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Maersk Elba

Anche il mondo dei trasporti marittimi e della portualità sta prendendo contromisure sempre più drastiche a seguito del protrarsi del conflitto tra Ucraina e Russia.

Partendo con quelle disposte dalle compagnie di trasporto container, oltre a quelle già riportate, si segnala che One ha annunciato di avere sospeso “con effetto immediato e fino a nuova comunicazione” le prenotazioni da e per i porti di Odessa, in Ucraina, e Novorossiysk, in Russia, mentre per quel che riguarda San Pietroburgo ha detto di avere fatto lo stesso “mentre valutiamo la fattibilità” delle operazioni.
Maersk, che ieri aveva detto di essere pronta anche a sospendere le prenotazioni da e per la Russia, secondo ShippingWatch avrebbe già preso questa decisione questa mattina fermando i booking. Lo stesso ha fatto nel corso della giornata Msc, con effetto a partire da oggi, 1 marzo. Nei giorni scorsi anche Hapag Lloyd aveva comunicato la sospensione dei booking da Ucraina e, “in via temporanea”, dalla Russia.

Queste misure sono state annunciate mentre anche governi e organismi sovranazionali stanno valutando se attuare blocchi a entità russe nei loro mari.

Il Regno Unito ha deciso ieri (lunedì 28 febbraio, ndr) di bloccare ogni nave di bandiera russa o ritenuta di proprietà o, ancora, controllata da società o persone connesse con la Russia. Come chiarito dal segretario ai Trasporti Grant Shapps, tali unità non sono più ammesse nei porti del paese e lo stesso trattamento sarà riservato a quelle noleggiate da soggetti russi. Secondo Reuters navi cariche di prodotti energetici scalano regolarmente i porti del paese; in particolare, riferiva ieri la testata, la Ns Champion, unità operata da Sovcomflot, sarebbe stata attesa nel paese quest’oggi con un carico di petrolio ma stando a quanto mostrano ora i siti di tracking marittimo la sua destinazione attuale sembra essere ora il porto di Skagen, in Danimarca.

Al momento non ci sono segnali che una iniziativa simile possa essere adottata anche dall’Unione Europea. Nelle ore scorse, secondo alcune testate internazionali, l’intenzione di avanzare in sede Ue una proposta di questo tipo sarebbe stata espressa da parte del Ministro degli Esteri spagnolo Jose Albares, ma la stampa spagnola circoscrive la portata di queste dichiarazioni in particolare ad azioni da porre nei confronti degli yacht degli oligarchi russi. Curioso (o preoccupante) notare che a insistere sulla prima versione è in particolare Sputnik, testata russa che insieme alla connazionale Russia Today potrebbe presto essere oggetto di una restrizione alla diffusione dei suoi contenuti sul territorio Ue disposta dalla Commissione Europea.

In ogni caso, effetti della guerra sulla navigazione delle unità russe nelle acque europee si sono già osservate due giorni fa, con il fermo in Francia della Baltic Leader. La nave era stata colpita direttamente dalle sanzioni dell’amministrazione Usa disposte tramite l’Ofac, ma Psb, ovvero la banca di Stato che ne detiene la proprietà tramite la controllata Psb Lizing OOO, era stata oggetto di una simile azione del Consiglio Europeo ed è quindi possibile che l’iniziativa delle Dogane francesi trovi giustificazione in questa misura. La nave, comunque, ha lasciato la Francia ed è ora diretta a San Pietroburgo.

In Italia si segnala nel porto di Gioia tauro che circa 600 contenitri destinati all’Ucraina sono fermi in banchina e il blocco è provocato proprio dal fatto che gli scali dell’Ucraina sono chiusi a causa dell’invasione russa. I container trasbordati avrebbero dovuto essere imbarcati sulla portacontainer Msc Shirley che opera sulla rotta con il porto ucraino di Chornomorsk, sul Mar Nero, ma quando la nave è arrivata in Calabria nella notte tra il 24 e il 25 febbraio provenende dal porto turco di Asyaport ha scaricato i container destinati all’Ucraina.

Il porto di Gioia Tauro, prima dello scoppio della guerra, aveva un collegamento settimanale con gli scali ucraini. “Non so quando potremo imbarcare la merce destinata all’Ucraina” ha fatto sapere all’Ansa l’amministratore delegato del Medcenter Container Terminal, Antonio Testi.

F.M.

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