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Economia

Gli 80 milioni non bastano, autotrasporto in agitazione

Dopo quella Trasportounito arriva la minaccia di Unatras: “Le manifestazioni del prossimo 19 marzo potrebbero trasformarsi in un fermo vero e proprio”

di Redazione SHIPPING ITALY
8 Marzo 2022
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Poco più di un pannicello caldo, è così che l’autotrasporto considera gli 80 milioni di euro stanziati due settimane fa dal Governo per far fronte alla crisi del settore.

“Con i costi del gasolio che continuano a lievitare, in assenza di provvedimenti di emergenza che abbattano la pressione fiscale sui carburanti e definiscano norme di regolazione del mercato anche e specialmente per quanto riguarda i rapporti con la committenza e a tutela delle imprese di autotrasporto, il fermo nazionale di categoria è inevitabile” avvertiva già qualche giorno fa il Segretario Generale di Trasportounito Maurizio Longo: “Proprio per scongiurare con un vero e proprio fermo tecnico il crack dei trasporti e quindi  del Paese il Governo deve approvare immediatamente almeno due provvedimenti: da un lato, la decretazione d’urgenza dell’obbligo per le aziende committenti di adeguare alle variazioni dei costi gasolio le tariffe dei servizi di trasporto riconosciute agli autotrasportatori, modificando una norma vigente (Dl n.112/2008, ndr) rivelatasi del tutto inefficace; dall’altra, il varo di interventi di natura fiscale che prevedano l’utilizzo dell’extra gettito dell’iva derivante dai rincari, per supportare e abbattere i costi delle imprese di autotrasporto”.

Oggi è stata Unatras a rincarare la dose, annunciando “in risposta ai mancati segnali del Governo una serie di manifestazioni in tutta Italia il 19 marzo”.

“Il costante e ormai insostenibile aumento del costo del carburante ha determinato una situazione ingestibile per le imprese dell’autotrasporto italiano, che non riescono a farsi riconoscere dalla committenza i maggiori costi dovuti agli stessi aumenti” spiega la nota del coordinamento di sigle datoriali di settore (Fai, Fiap, Unitai e Assotir per Conftrasporto, e Cna Fita, Confartigianto Trasporti, SnaCasartigiani).

“È da diverso tempo che Unatras, responsabilmente, ha lanciato l’allarme sulla pesante situazione delle imprese di autotrasporto, che nel frattempo, autonomamente, potrebbero nuovamente decidere di fermarsi in maniera spontanea in alcune zone del Paese perché potrebbero ‘semplicemente’ ritenere più conveniente lasciare i propri mezzi sui piazzali piuttosto che continuare a viaggiare in queste condizioni. Il Governo si era impegnato in tempi brevissimi a fornire le soluzioni più adeguate a consentire alle aziende di fronteggiare l’emergenza. Purtroppo, al di là dello stanziamento degli 80 milioni, che certamente non risolve i problemi della categoria, non ci sono stati apprezzabili passi in avanti. Continuando a tergiversare, il Governo si assume il rischio che nascano nuovamente iniziative spontanee di protesta, nonché la responsabilità di lasciare committenze senza rifornimenti. Le manifestazioni che si terranno il 19 marzo rappresentano il primo passo di una vertenza che, se malauguratamente restasse senza risposte, potrebbe sfociare in ulteriori e più incisive iniziative”.

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