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Ristrutturazione chiusa per Michele Bottiglieri: due navi a Pillarstone e Dea Capital

La shipping company partenopea mantiene il controllo delle restanti tre navi per le quali è stato concordato un rimborso accelerato (entro 3 anni) del debito residuo

di Nicola Capuzzo
17 Marzo 2022
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In questi giorni diverse fonti di mercato riportano la vendita al prezzo di 22 milioni di dollari della nave bulk carrier Mba Liberty da parte della società Michele Bottiglieri Armatore di Napoli. Si tratta di una kamsarmax da 82.500 tonnellate di portata lorda costruita in Cina nel 2010.

Secondo quanto ricostruito da SHIPPING ITALY non esiste in realtà, perlomeno al momento, alcuna cessione a terzi ma si tratta di un’azione di repossession da parte di Idea Ccr Shipping, il fondo dedicato ai crediti distressed legati al settore navale gestito da DeA Capital Alternative Funds Sgr. L’acquisto della nave era stato infatti originariamente finanziato da Banco Bpm che in anni più recenti aveva invece ceduto a Dea Capital il relativo credito ipotecario (non performing loan) nei confronti di Michele Bottiglieri Armatore.

Sempre secondo quanto ricostruito dalla nostra testata anche la proprietà di un’altra nave, la bulk carrier Mba Giuseppe (un’altra kamsarmax bulk carrier da 82.800 tonnellate di portata lorda costruita sempre in Cina e consegnata anch’essa nel 2010), è appena stata trasferita dalla Michele Bottiglieri Armatore a Pillarstone Italy probabilmente attraverso la piattaforma Finav. Questa nave risulta essere stata già fissata in charter per un anno dai nuovi proprietari con un primario noleggiatore che opagherà una rata di nolo giornaliera pari a 25.000 dollari.

Entrambe queste azioni di repossession, sia quella di Dea Capital che quella di Pillarstone, rientrano in un più ampio accordo di ristrutturazione del debito ex art. 67 L.F. che chiude in questo modo il “ricorso c.d. prenotativo presso il tribunale di Napoli finalizzato all’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti o di un concordato preventivo con continuità aziendale” che la shipping company partenopea aveva avviato circa un anno fa per provare a difendere i propri asset proprio dai creditori.

Più precisamente l’accordo firmato prevede, oltre al trasferimento come detto delle due navi Mba Liberty e Mba Giuseppe rispettivamente a Dea Capital e a Pillarstone, il mantenimento in flotta delle altre tre bulk carrier (Mba Future, Mba Giovanni e Mba Rosaria) sulle quali penderanno ancora i crediti (30 milioni di dollari complessivamente) con Mps, Pillarstone e Dea Capital. In questo caso però, invece che un’azione di ‘esproprio’ dell’asset, le parti sono arrivate al compromesso per cui il debito residuo dovrà essere rimborsato con un piano di rimborso accelerato in tre anni. Di fatto una sommessa sul fatto che il mercato dry bulk shipping garantisca alla Michele Botttiglieri Armatore di generare ritorni sufficienti a ripagare il debito e liberare gli asset dalle ipoteche sottostanti.

La stessa shipping company partneopea a fine 2018 aveva già portato a termine con successo una ristrutturazione del debito ex art.67 legge fallimentare per un’esposizione da oltre 100 milioni di dollari con diversi istituti di credito (Mps, Mps Capital Services, Mps Leasing, Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Bper Banca) con un riscadenziamento del debito attraverso un piano di rimborso maggiormente flessibile. Questo piano si era però arenato quando, a inizio 2020, il mercato dry bulk dello shipping ha vissuto mesi di grande sofferenza e per questo l’azienda aveva chiesto una moratoria sul rimborso dei finanziamenti da 75 milioni di dollari interrompendo da quel momento il pagamento della quota capitale dei finanziamenti. Dopo due anni di battaglie le parti coinvolte sono arrivate all’accordo appena descritto.

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