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Depositi costieri a ponte Somalia: Grimaldi contraddice il Mims

Nel rispondere a un’interrogazione parlamentare sul trasferimento di Superba e Carmagnani il dicastero dimentica il tema “superfici” e couso degli accosti

di Redazione SHIPPING ITALY
14 Aprile 2022
Stampa
Campostano-group-forest-03 – ponte Somalia

“In merito all’utilizzo di ponte Somalia da parte dell’attuale concessionario Terminal San Giorgio S.r.l., si precisa che le operazioni di imbarco e sbarco dei traghetti riconducibili alla società Grimaldi (cliente di detto terminalista) vengono espletate in via prevalente soltanto su ponte Somalia ponente, attraverso l’utilizzo dell’adiacente scassa ubicata in area estranea al procedimento di ricollocazione dei depositi chimici”.

Ad affermarlo è stato il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili rispondendo a un’interrogazione parlamentare del deputato Pd Andrea Romano, in cui si ponevano svariati interrogativi sull’operazione di trasferimento dei depositi chimici di Superba su Ponte Somalia, operazione che fra le altre aveva sollevato le obiezioni (e il ricorso) del Gruppo Grimaldi.

Il Mims avrà evidentemente chiesto lumi alla sua amministrazione periferica competente, l’Autorità di Sistema Portuale, che è però anche l’ente che ha caldeggiato l’operazione. Sicché la risposta del Mims ne ha riproposto le tesi, fra cui, rimanendo a Grimaldi, la seguente: “Circa la possibile perdita di accosti dedicati con conseguente penalizzazione dei traffici esercitati dalla società Grimaldi presso il Terminal San Giorgio, la delibera del 30 dicembre 2021 ha evidenziato che le navi di Grimaldi ormeggiate presso la banchina di ponente di ponte Somalia sono circa il 41% di quelle operate dal Terminal San Giorgio, mentre sulla banchina di levante sono state ormeggiate dal terminalista 14 navi nel 2020 e 17 nel 2021, di cui soltanto 2 della predetta società”.

Nulla naturalmente il Mims ha detto sulla vera natura del problema (quello relativo alla perdita di traffico ro-ro), che non riguarda tanto l’accosto quanto invece le superfici che Terminal San Giotgio non avrà più a disposizione per i trailer di Grimaldi. Né ha riportato – come ha invece fatto la pagina Facebook “Porto di Genova. Comitato per il dibattito pubblico” – lo stralcio della relazione allegata all’istanza di Superba in cui si definisce “sconsigliabile l’impiego di aree portuali e zone di banchina in couso per attività diverse dalla movimentazione di prodotti liquidi”.

Non a caso oggi Grimaldi ha diramato una durissima nota all’indirizzo del Mims: “Sorprende l’inesattezza dell’affermazione del Ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibili secondo cui le aree interessate all’insediamento dei depositi petrolchimici non sarebbero usate dalle navi del Gruppo Grimaldi. Infatti, l’area interessata si estende su 77.000 mq di piazzali e banchine, di cui circa 61.000 mq sono attualmente utilizzati dal Gruppo Grimaldi, unitamente ad altri spazi in concessione a Terminal San Giorgio. Più precisamente, nel 2021 nelle aree sulla banchina interessata del Ponte Somalia, le navi del Gruppo Grimaldi hanno rappresentato il 44% degli scali annui (273 approdi su 624), movimentando oltre 150.000 camion e semi-rimorchi contenenti prodotti e beni di prima necessità da e per le isole maggiori (Sicilia e Sardegna). Inoltre, nei primi tre mesi del 2022 si è registrata un’ulteriore crescita del 17% dei mezzi movimentati dal Gruppo Grimaldi nel porto di Genova, cifra che sale ad oltre il 30% se limitato all’ultimo mese. Pertanto, è evidente che le aree del Terminal San Giorgio sono strategiche e assolutamente necessarie per garantire il mantenimento dell’adeguata e necessaria operatività per la gestione degli attuali volumi di traffico. Il Gruppo Grimaldi ritiene che la scelta di spostare i depositi petrolchimici nel centro città, oltre a rappresentare un grave rischio per la sicurezza della comunità genovese, comporta una grande limitazione allo svolgimento dei propri servizi che inciderà pesantemente sulla logistica ed il trasporto nazionale, compromettendo l’approvvigionamento delle maggiori Isole Italiane e rappresentando, quindi, un pericolo ed una grande perdita per l’intero Paese”.

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