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Signorini: “Abbiamo la Via della diga, entro luglio l’aggiudicazione dei lavori”

Sull’iter l’ombra dell’hackeraggio del sito del Mite. Crescono intanto di 21 milioni di euro i costi del ribaltamento a mare di Fincantieri e spariscono le aree di cantiere “private”

di Andrea Moizo
5 Maggio 2022
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Nuova diga porto Genova – Alternativa2A-1

Genova – “Ieri è stato adottato il Decreto di Valutazione di Impatto Ambientale, entro luglio aggiudicheremo i lavori”.

Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, in occasione della conferenza stampa dedicata al nuovo autoparco di Genova, si è soffermato anche sul principale progetto infrastrutturale – per la cui realizzazione è commissario – del porto, spostando di un solo mese rispetto all’ultimo annuncio ufficiale la chiusura della procedura di affidamento dell’appalto per progettazione definitiva, esecutiva e lavori da 950 milioni di euro.

L’obiettivo, al netto delle prescrizioni che il parere rilasciato dal Ministero della Transizione Ecologica dovrebbe contenere, resta comunque ambizioso, perché per l’aggiudicazione l’iter prevede ancora chiusura della conferenza dei servizi, approvazione finale del Comitato speciale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, richiesta, invio e disamina delle proposte dei soggetti che hanno risposto all’invito, mesi fa, a manifestare interesse alla procedura (negoziazione senza gara).

C’è però un altro ostacolo, indipendente da Adsp (che sul punto ha glissato). La legge che disciplina la procedura di Via prevede che il decreto sia “immediatamente pubblicato sul sito web” del Ministero. Il problema è che tale sito è dal 6 aprile offline. Il Mite ha provato per settimane a sviare l’attenzione, ma alla fine il titolare Roberto Cingolani ha dovuto ammettere l’hackeraggio subito. Dopodiché una settimana fa, nel corso di un’audizione parlamentare, Federica Galloni, soprintendente speciale del Ministero della Cultura per il Pnrr (l’altro ente responsabile per le Via), ha ricordato come la pubblicità degli atti sia “ineludibile e incomprimibile” e che, in assenza, “gli iter sono bloccati”. Al punto che il Governo è corso ai ripari, inserendo nel Dl Aiuti discusso quattro giorni fa un articolo atto a fronteggiare “l’evento cibernetico”, prevedendo il differimento di due mesi di tutti “i termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento dei procedimenti amministrativi” pendenti al 6 aprile. Cosa che ovviamente non risolve il problema per Adsp Genova – la procedura è all’ultima curva, non ci sono più scadenze da differire – ma non può che sollevare il seguente interrogativo: il provvedimento di Via è efficace senza la pubblicazione prevista dalla legge e dopo che il Governo ha formalizzato il congelamento bimestrale di tutte le Via ancora in sospeso al 6 aprile?

Detto ancora, riguardo alla diga, che negli ultimi giorni l’Adsp, dopo la variante dei costi di progettazione preliminare (+20%), ha dovuto per analogia approvare una variante al rialzo anche del costo di verifica della progettazione preliminare (del 9%, pari a 50mila euro, a favore dell’aggiudicataria Rina Check), e che Signorini ha sminuito gli effetti delle dimissioni di Piero Silva (“non era direttore tecnico di Rina”, cosa che del resto l’interessato mai ha affermato), anche sull’altro grande progetto infrastrutturale dello scalo, il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri, si registrano novità significative.

Cresce il costo del ribaltamento a mare e spariscono le aree di cantiere private

Qui l’ultima lievitazione dei costi è assai più rilevante.

SHIPPING ITALY ha ottenuto una delibera di Comitato di Gestione dello scorso dicembre con cui l’Adsp ha aggiornato la convenzione relativa alla Fase 1 (messa in sicurezza dei corsi d’acqua che insistono sull’area). È l’atto del luglio 2019 con cui si è disciplinato il passaggio in capo al Comune di Genova (guidato dal sindaco Marco Bucci) del relativo appalto, aggiudicato a Fincosit nella primavera 2021, e dei fondi che la Legge di Stabilità 2020 assegnava al Commissario per la ricostruzione del Morandi Marco Bucci (e per suo tramite all’Adsp, stazione appaltante dell’opera insistente su aree demaniali).

Nell’estate del 2019, si legge nella delibera, “il valore stimato dell’opera ammontava a euro 104,6 milioni”. Come è noto il Comune rivide il progetto già nel 2020, portandone il costo a 156 milioni di euro, come certificato dall’aggiornamento del programma straordinario approvato nel luglio 2021. Ora si scopre però che fra luglio e novembre scorsi il Comune ha ritenuto necessari “nuovi e diversi interventi sul torrente Molinassi”, che costano altri 21 milioni di euro. Risorse che chiede e ottiene da Adsp, tramite di fatto fra il commissario Bucci e il sindaco Bucci.

Non è l’unica news. SHIPPING ITALY ha ottenuto anche il contratto sottoscritto da Adsp e dall’aggiudicataria (con ribasso a 338,6 milioni di euro) dei lavori della Fase 2. In sede di gara l’offerta di Consorzio Stabile Grandi Lavori era stata ritenuta la migliore anche perché, sul delicato tema delle aree di cantiere, aveva “messo a disposizione 2 aree private all’interno del Porto di Genova (Ponte San Giorgio e Ponte Ex Idroscalo) con disponibilità esclusiva per tutta la durata dell’appalto” (oltre 5 anni), e prevedeva “la rinuncia all’Area logistica n.1” lasciando così tale superficie nella disponibilità di Fincantieri.

Da mesi è stato chiesto a Palazzo San Giorgio quali fossero esattamente le “aree private” in questione (non esistendo aree private nei luoghi indicati ed essendo in teoria i relativi concessionari legati dai rispettivi piani industriali ad impegni di tutt’altro genere). Nel contratto lo scenario sulle “aree di cantiere” appare ora decisamente differente. L’appaltatore, si legge infatti, dichiara di “essere a conoscenza e accettare” l’esclusione di un’altra delle aree previste dal progetto preliminare (“campo base”) e, oltre a considerare di utilizzare la banchina “rinunciata in sede di offerta migliorativa”, si impegna “a trovare soluzioni alternative”. La cui disponibilità, assicurata in gara, è evidentemente venuta meno prima della sottoscrizione del contratto. Anche su questo, per ora, nessuna precisazione è giunta dall’Adsp, sebbene contro l’aggiudicazione dei lavori penda un ricorso.

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