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Nuova diga, depositi costieri e gronda: i sì e i ‘ni’ dei candidati sindaco di Genova

Bucci fermo sulle sue posizioni; Dello Strologo dice sì ai depositi sulla nuova opera a mare o a porto petroli

di Nicola Capuzzo
16 Maggio 2022
Stampa
Campostano-group-forest-03 – ponte Somalia

Genova – L’assemblea annuale (tornata in presenza) dell’associazione genovese degli spedizionieri (Spediporto) è stata l’occasione per un confronto a (breve) distanza, uno in successione all’altro, fra i due principali candidati a sindaco del capoluogo ligure, Marco Bucci e Ariel Dello Strologo.

A dispetto delle attese la nuova diga del porto di Genova, l’opera infrastrutturale più importante per l’economia locale e per la portualità nazionale, non avrebbe dovuto rientrare fra gli argomento concordati e oggetto di dibattito e di valutazioni da parte dei due candidati alla poltrona di primo cittadino ma, probabilmnete non a caso, il candidato della coalizione di centro-sinistra Ariel Dello Strologo (sostenuto da Pd, M5s e lista civica Sansa) ne ha apertamente parlato per chiedere che “si apra un confronto, un confronto pubblico per la città, con il prof. Piero Silva che è stato un consulente incaricato dal Rina e che ha realizzato una relazione dalla quale emerge che, così com’è stata progettata, la nuova diga rischia di costare molto di più e i tempi di realizzazione di prolungarsi. Sappiamo (è stato rivelato da SHIPPING ITALY, ndr) che il sindaco Bucci lo ha ricevuto la scorsa settimana per cui riteniamo che vada verificato se davvero esista un’opzione alternativa a quella attuale perchè altrimenti il rischio è quello di non avere o di avere una diga in ritardo e inadeguata”. Le valutazioni su una revisione del progetto della nuova diga di Genova sono per il candidato sindaco di centro-sinistra strettamente collegate al tema del trasferimento dei depositi costieri da Multedo e che oggi sono destinati a Ponte Somalia, una sistemazione che Dello Strologo ha detto apertamente di non condividere perchè vedrebbe meglio una loro sistemazione sulla nuova diga o in alternativa al porto petroli di Multedo. “Di certo il porto di Genova non deve rinunciare alla movimentazione di prodotti chimici” ha affermato l’ex consigliere d’amministrazione della società Superba, una delle due realtà (l’altra è Carmagnani) protagoniste dell’atteso trasferimento dei depositi costieri.

Il terzo terreno di scontro fra i due candidati è stata la cosiddetta ‘gronda autostradale’, vale a dire un nuovo bypass che connetterebbe direttamente Voltri e Bolzaneto da costruire in parallelo al tratto autostradale alternativo della A10 già esistente: per Bucci è da fare tutta, senza se e senza ma (“Qualunque esitazione sulla gronda è inaccettabile” ha detto), mentre il suo avversario è d’accordo solo sul far partire i lavori di raddoppio del tratto iniziale della A7 fino a Bolzaneto.

Stesso punto di vista Bucci il candidato sindaco per la coalizione di centro-destra (sostenuto da Lega, Forza Italia, Lista Toti e Fratelli d’Italia) lo ha sulla nuova diga del porto di Genova per la quale ritiene che una rivisitazione della progettazione esecutiva non sia necessaria (il costo stimato è di oltre 1 miliardo di euro e fine 2026 i tempi previsti – sulla carta – per terminare i lavori). Fermo sulle proprie posizioni il sindaco attuale lo è anche a proposito dei depositi chimici che “devono stare in porto e non in città”, confermando quindi la destinazione prevista a ponte Somalia e il trasferimento da Multedo.

Bucci ha infine annunciato che in uno degli edifici che saranno realizzati nel nuovo waterfront di Levante a Genova troverà spazio “un nuovo hub per la logistica e la blue economy con al proprio interno delle startup” con l’obiettivo di “fare a Genova la Microsoft della logistica”. L’altra battaglia che Bucci intende combattere è quella di una maggiore autonomia finanziaria delle Autorità di sistema portuale ligure: “Lo Stato dovrebbe consentire al porto di Genova di trattenere parte dell’Iva generata ogni anno dall’economia portuale e pari a 5 miliardi di euro”.

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