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Traffici sugli scudi a Ravenna, ma incombe l’effetto-guerra

Rcm intanto fa incetta di appalti, con l’Hub II e 3 lotti su 4 del restyling delle banchine. Mercitalia sul traguardo delle manovre ferroviarie

di Redazione SHIPPING ITALY
16 Maggio 2022
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Sapir porto Ravenna notte

Il porto di Ravenna nel primo trimestre 2022 ha movimentato complessivamente 6.724.557 tonnellate, in crescita del 15,5% (oltre 900 mila tonnellate in più) rispetto al primo trimestre 2021 e del 5,0% rispetto allo stesso periodo del 2019 ante pandemia.

A comunicarlo è stata l’Autorità di Sistema Portuale romagnola. “Questo trend positivo di 13 mesi di crescita costante (da marzo 2021) sembra, tuttavia, destinato a rallentare in aprile, se le prime stime sulla movimentazione nel mese, formulate alla chiusura degli ordinativi sul Port Community System, saranno confermate” ha precisato una nota dell’ente, evidenziando come da aprile i traffici risentiranno del conflitto russo-ucraino, essendo Ravenna il porto italiano più esposto agli effetti del rallentamento dei traffici con quei paesi: “Le percentuali di crescita consolidate nel primo trimestre 2022 dovrebbero, infatti, essere erose dal risultato di aprile, in calo del 17,6% rispetto allo stesso mese del 2021 e del 16,2% rispetto a quello del 2019. Considerato, quindi, questo contributo marginale negativo – che risente in modo significativo della mancanza di traffico con i porti del Mar Nero – il primo quadrimestre 2022 dovrebbe chiudersi con una movimentazione complessiva di circa 8,7 milioni di tonnellate, in aumento di circa il 6,0% rispetto allo stesso periodo del 2021 e in calo dello 0,5% rispetto ai primi quattro mesi del 2019”.

Novità, intanto, sul fronte infrastrutturale. I problemi sul quarto stralcio del Progetto Hub (la realizzazione dell’impianto di trattamento dei fanghi di dragaggio) non sembrerebbe aver impattato sul terzo, vale a dire la prima parte della Fase II dell’operazione di dragaggio dello scalo ravennate. L’Adsp, infatti, dopo aver escluso una delle quattro cordate (per l’interdittiva antimafia nel frattempo spiccata a carico del campano Consorzio Research) ha provveduto nei giorni scorsi all’aggiudicazione in favore di un raggruppamento che ha per mandataria la Società Italiana Dragaggi S.p.A. e mandanti Rcm Costruzioni, Consorzio Integra Società Cooperativa Ambiente, Bioscience Research Center e Consorzio per il Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata “G. Bacci”. I progettisti avranno come mandataria F&M Ingegneria e mandanti Duomi e Modimar Project.

L’offerta, che prevede un ribasso del 5% sui lavori e del 60% sui costi di progetto (35 milioni di euro contro i 37 complessivamente previsti a base di gara), è stata ritenuta “congrua” dal Rup (Responsabile unico del procedimento) dopo che la commissione giudicatrice gli aveva rimesso la documentazione, ritenendola “anormalmente bassa, in quanto sia i punti relativi al criterio di valutazione dell’offerta economica sia la somma dei punti relativi ai criteri di valutazione dell’offerta tecnica e del tempo di esecuzione sono superiori ai 4/5 dei corrispondenti punti massimi”. I lavori serviranno a portare i fondali dello scalo a -14 metri, con possibilità di arrivare (con lo stesso appaltatore) a -15,5 a discrezione dell’Adsp, a fronte di ulteriori 40 milioni di euro già finanziati.

Rcm – azionista di maggioranza anche del Consorzio Stabile Grandi Lavori aggiudicatario della Fase I dell’Hub e coinvolta, con una delle sue figure di vertice, in una delle inchieste collaterali alle vicende di Research – nello stesso giorno si è aggiudicata (insieme a Consorzio Integra) anche tre dei quattro lotti in cui a inizio anno era stato suddiviso l’appalto (oltre 39,5 milioni di euro in tutto) per l’adeguamento delle banchine del porto ai nuovi fondali. I ribassi sono compresi fra l’1,04 e l’1,22%, con un risparmio in termini temporali del 20%. Quarto lotto a Fincantieri Infrastructure Opere Marittime con Nautilus e Isofond quali mandanti (5,22% di ribasso e 20% di risparmio sui tempi).

In via di aggiudicazione, infine, il servizio quinquennale di manovra ferroviaria (appalto da 37,9 milioni di euro): dopo l’apertura della busta amministrativa, Adsp ha appena deliberato infatti di ammettere alle successive fasi della procedura l’unica offerta pervenuta, quella di Mercitalia Shunting&Terminal

A.M.

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