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Porti

La port authority di Civitavecchia prova a far pace con IP (ex Totalerg)

Accordo di programma per definire contenzioso pendente, Atf e rinnovo della concessione. Buone notizie per l’ente sul fronte ex Privilege, meno su quello Port Mobility

di Andrea Moizo
15 Giugno 2022
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Civitavecchia sede Adsp

A quasi 10 anni dalle prime frizioni l’Autorità di Sistema Portuale dei porti laziali oggi presieduta da Pino Musolino ha compiuto un primo importante passo per la chiusura del contenzioso col gruppo Italiana Petroli (subentrata anni fa a Totalerg nella concessione di un terminal petrolifero a Fiumicino, comprensiva delle piattaforme di ormeggio a circa 6 km dalla costa, della stazione di pompaggio sul fronte mare e degli oleodotti che collegano questa a piattaforme e deposito di olii minerali a terra).

La lite, come è noto, verteva sulla debenza o meno di alcuni aumenti decisi dall’allora Autorità Portuale delle tasse dovute sulle merceologie trattate da quel terminal. A metà del 2021 si arrivò a una pronuncia del Consiglio di Stato che, in estrema sintesi, faceva pendere la bilancia a favore del concessionario, allungando sull’ente l’ombra di un risarcimento da 12 milioni di euro. Quella pronuncia è oggi al vaglio della Cassazione, ma sono ben 10 le liti pendenti nel frattempo aperte sui due fronti.

Sicché, anche considerata la scadenza, lo scorso marzo, della concessione e l’intenzione di IP di continuare a operare il terminal, l’Adsp e la società hanno sottoscritto nei giorni scorsi un accordo di programma volto a superare la situazione pregressa e a ricominciare un rapporto concedente/concessionario improntato sulla fiducia reciproca. Le due parti, pertanto, si sono date 12 mesi di tempo per concretizzare un’intesa volta “a perseguire nel modo più efficace i propri rispettivi interessi, nonché quelli, generali, ad un proficuo utilizzo delle aree demaniali”.

Triplice l’azione di attuazione dell’accordo. Il primo punto è la sottoscrizione di un accordo transattivo per la definizione dei 10 contenziosi pendenti. Il secondo è l’avvio del procedimento da parte dell’Adsp dell’Adeguamento tecnico funzionale (Atf) del piano regolatore portuale, necessario a mantenere le attuali collocazioni delle strutture afferenti al terminal petrolifero, con impegno di IP a provvedere a istanze, progettazione e burocrazia. Il terzo è il completamento dell’istruttoria per l’eventuale rilascio della nuova concessione di 9 anni a IP, che intanto beneficerà di concessione provvisoria “per disciplinare l’eventuale periodo transitori fino alla data di scadenza” dell’accordo di programma, appunto fra 12 mesi.

“Prosegue il lavoro di questa amministrazione – ha dichiarato Musolino – nella direzione di diminuire il peso del contenzioso creatosi negli anni scorsi e che limita fortemente l’autonomia complessiva gestionale dell’AdSP, ingessandone il bilancio. Si tratta peraltro di un risultato importante per l’intero Paese, visto che questa transazione va a chiudere una serie di partite aperte tra lo Stato, rappresentato dall’AdSP, e un fornitore di servizi strategici, trattandosi del principale fornitore di cherosene avio per il primo aeroporto italiano”.

Ieri intanto l’ente presieduto da Musolino ha portato a casa un primo round su un’altra vexata quaestio del porto di Civitavecchia. Il Tar del Lazio, infatti, ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da Konig a riguardo della revoca della concessione sull’ex cantiere Privilege. I giudici hanno in prima battuta ritenuto che “il ricorso non sia assistito dal necessario fumus boni iuris”, valutando di “estrema gravità” le contestazioni mosse da Adsp sul mancato rispetto delle condizioni per il subingresso nella concessione.

Sommovimenti, infine, anche nel caso Port Mobility. Qui, come è noto, l’amministrazione Musolino ha invertito l’orientamento di quella precedente, che aveva avviato la revoca della concessione della titolare a Civitavecchia del servizio di navettamento dei crocieristi, stoppando la revoca e decidendo anzi di supportare la concessionaria. Anche a dispetto della delibera con cui Anac stabilì che la proprietà privata (Rogedil) subentrata nel 2014 a quella pubblica non avesse i requisiti per farlo, intimando all’ente pubblico di risolvere il problema.

Rogedil nel 2019 impugnò subito la delibera. Il giudizio però pareva finito nel dimenticatoio, finché proprio ieri il Tar del Lazio ha ordinato alcuni incombenti istruttori ad Anac, invitando anche l’Adsp a fornire chiarimenti. Questo mentre un’altra sezione del medesimo tribunale accoglieva l’istanza cautelare (sospensiva) di un ricorso proposto da Sit – Società italiana Trasporti per annullare alcuni atti di Adsp che sostanzialmente, secondo la ricorrente, ne minavano la parità d’accesso (rispetto a Port Mobility) all’hub di largo della Pace. Atti sospesi, quindi, perché, scrive il Tar, “assunti dalle Amministrazioni resistenti (coinvolto anche il Comune, ndr) ad esclusivo vantaggio anti-competitivo del trasporto passeggeri crocieristi” e “pattuiti e deliberati nell’imminenza della sentenza n. 9666 del 22 settembre 2020, con cui la Sezione ha già annullato consimili atti discriminatori”.

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