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Il Governo rimanda ancora la riforma del Registro Internazionale delle navi

Stralciato dal Decreto legge appena approvato il testo che da oltre due mesi alimenta la tensione fra armatori e operatori della logistica a terra

di Redazione SHIPPING ITALY
15 Giugno 2022
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A due mesi e mezzo dal primo esame da parte del Consiglio dei Ministri del cosiddetto Decreto Legge Giubileo o Infrastrutture-bis (“Disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo delle infrastrutture, dei trasporti e della mobilità sostenibile, nonché in materia di grandi eventi, per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e sull’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie), il Mims ne ha annunciato oggi l’approvazione da parte del Cdm, ma il provvedimento più atteso è stato stralciato.

Questo stando alla bozza in circolazione (la trovate qui, il Mims non ha risposto alla richiesta di diffondere il testo) e al comunicato stampa fiume del dicastero: nessuna traccia, infatti, della riforma della normativa sul Registro Internazionale che avrebbe dovuto adeguare la legge italiana sulla materia a quella comunitaria, secondo quanto richiesto ormai nel giugno 2020 dalla Commissione Europea.

Come è noto il testo di marzo aveva sollevato la contrarietà di Assiterminal, Filt Cgil e Uiltrasporti. Pochi giorni fa, apparentemente le due organizzazioni sindacali, firmando una lettera congiunta, sembravano essersi allineate alle posizioni dell’organizzazione datoriale Assarmatori e dei colleghi di Fit Cisl, interessate in prima istanza ad un tempestivo varo della riforma, pena la possibile bocciatura da parte di Bruxelles dell’intero regime. Ma poi avevano ritrattato, mentre è a tutt’oggi ignota la valutazione di quella missiva da parte di Confitarma.

Nel dubbio che il ministro Enrico Giovannini, interpretandola a sua volta come un invito a stoppare l’iter della riforma, abbia risposto o voglia rispondere alla richiesta di “incontro urgente”, resta la certezza che, malgrado i due anni abbondanti di ritardo rispetto alle indicazioni di Bruxelles, il Governo ha deciso di rimandare sine die una riforma logorante come quella del Registro Internazionale.

A.M.

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