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Marseglia: “Dopo la Mustafa Necati, in arrivo una seconda nave dall’Ucraina”

Per il gruppo barese il superamento del blocco dei porti ucraini dopo l’intesa di Istanbul riporterà a livelli standard il costo della materia prima

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
17 Agosto 2022
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Destinatario delle 6mila tonnellate di olio di semi di girasole che hanno viaggiato a bordo della nave Mustafa Necati, che dall’Ucraina ha raggiunto ieri il porto di Monopoli, il gruppo Marseglia, cui fanno capo Casa Olearia Italiana e Bioil, confida ora che con il superamento del blocco dei porti del paese in guerra anche i prezzi della materia prima potranno presto riabbassarsi.

Sulle pagine del Corriere della Sera, il suo patron Leonardo Marseglia si è detto convinto che il rincaro osservato in questi mesi, su forniture tipicamente ucraine quali quella di olio di girasole, ma non solo, sia stato scatenato in primis da fattori logistici.

Il gruppo, che attendeva già dallo scorso febbraio un approvvigionamento per la produzione sia di Casa Olearia Italiana (che lo lavora per usi alimentari), sia di Bioil (produzione di biodiesel), ha ovviato alla carenza di materia prima rivolgendosi a fornitori ungheresi o facendo arrivare altri carichi dall’Ucraina via treno o camion.

Con costi – ha spiegato Marseglia – lievitati però anche del 75% rispetto a quelli sei mesi fa.

“In questi mesi siamo arrivati a pagare una tonnellata di olio di semi di girasole anche 2.300 dollari, mille in più rispetto ai 1.300 di questo carico, prezzo fissato a febbraio e che vale anche oggi”, ha dichiarato alla testata milanese ricordando che una nave può trasportare invece all’incirca il carico di 200 camion.

Marseglia ha ammesso che il suo gruppo ha vissuto un momento di “sbandamento” dopo l’inizio della guerra, quando per la sua produzione (che complessivamente richiede circa 130mila tonnellate di olio di semi di girasole all’anno) aveva già quattro carichi in procinto di partire dal paese su altrettante unità navali, due dei quali arrivati ora proprio con la Mustafa Necati. Una seconda nave, con un’altra porzione di fornitura, è attesa “a breve”.

Partita il 7 agosto dal porto ucraino di Chornomorsk, a sud di Odessa, con una sosta in Turchia per essere sottoposta ai controlli previsti dall’accordo delle Nazioni Unite, la Mustafa Necati è la terza di tre navi provenienti dall’Ucraina arrivate in questi giorni nei porti italiani dopo lo sblocco degli scambi commerciali raggiunto con l’intesa di Istanbul.

In precedenza il porto di Ravenna aveva accolto la nave bulk carrier Sacura, partita da Yuzhnyy l’8 agosto con circa 11.000 tonnellate di semi di soia, e prima ancora la Rojen, con oltre 14.000 tonnellate di semi di mais, entrambi carichi destinati ad allevamenti animali.

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