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Porti

Gioia Tauro il porto italiano più ‘interconnesso’ dal trasporto container globale

Dall’inizio del 2020 lo scalo calabrese ha superato Genova secondo il Port Liner Shipping Connectivity Index dell’Unctad, che riflette “la posizione di un porto nel network globale del trasporto container”

di FRANCESCA MARCHESI
24 Agosto 2022
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Porto di Gioia tauro veduta aerea

Nel terzo trimestre del 2022 i principali porti italiani hanno, chi più chi meno, stretto i rapporti intrecciati con il resto del mondo grazie alle linee di trasporto container. Secondo l’ultimo responso del Port Liner Shipping Connectivity Index elaborato dall’Unctad con il contributo della società di analisi Mds Transmodal, gli scali tricolore più interconnessi sono stati (ancora) quelli di Gioia Tauro (punteggio di 57,9), Genova (46,8) e La Spezia (37,4).

Da chiarire, prima di entrare nel vivo dell’analisi, che l’indice della Conferenza Onu per il Commercio e lo Sviluppo è strutturato su sei indicatori: la capacità (in Teu) dislocata complessivamente dai carrier in ogni scalo, il numero di servizi di linea regolari che lo raggiungono e quello delle compagnie container attive su di esso, la stiva media (in Teu) delle navi impiegate sul servizio che utilizza quelle con maggiore capacità; il numero di porti a cui è connesso direttamente, ovvero senza transhipment.

Tornando quindi alla lista, e alla sua evoluzione nel corso degli ultimi anni, sono molti i punti di interesse.

Il più lampante riguarda la crescita inesorabile vissuta da Gioia Tauro. Dal 28,8 di inizio rilevazione (2006) lo scalo calabrese ha infatti intrapreso una ascesa attraversata da poche battute d’arresto o inversioni di tendenza. Guardando in particolare all’ultima decade, salta all’occhio soprattutto lo scatto avuto tra il primo e il secondo trimestre del 2020 (da 48,9 a 57,7 punti), in concomitanza con il balzo in avanti dell’Italia sul fronte del Liner Shipping Connectivity Index, pure elaborato dall’Unctad. Il passaggio tra Q1 e Q2 del 2020 è anche quello che (perlomeno stando all’indice della Conferenza Onu) ha segnato il sorpasso del porto di Gioia Tauro su quello Genova per livello delle interconnessioni marittime di linee container, sancendo l’avvio di un dominio che da quel momento è proseguito senza interruzioni.
Anche nell’ultima rilevazione Gioia ha rafforzato la sua posizione, salendo da 57,1 a 57,9 punti.

Parallelamente, in questo ultimo aggiornamento, ha perso qualcosa (non molto) Genova.
Il porto del capoluogo ligure, come visto stabile in seconda posizione dall’inizio del 2020, scende infatti ora a un punteggio di 46,8 (dal precedente 47,1). In terza posizione si colloca a chiudere il podio La Spezia, che negli anni ha incontrato una evoluzione simile a quella di Genova, ovvero ha perso terreno a cavallo tra il primo e il secondo trimestre 2020 (da 45,4 a 38,2 punti), senza finora recuperarlo (l’ultima rilevazione le attribuisce 37,4 punti).

Rispetto alla flessione osservata nei due porti liguri a inizio 2020, un chiarimento è offerto a SHIPPING ITALY da Antonella Teodoro, Senior consultant della stessa Mds Transmodal. Per l’analista dai dati emerge che per entrambi gli scali “la diminuzione dell’indice sia essenzialmente dovuta alla sospensione del servizio ‘2M Alliance – Dragon/AE20’. “In questo servizio – prosegue Teodoro – 2M utilizzava navi di capienza di quasi 18.000 Teu, nel secondo trimestre del 2020 le navi più grandi su La Spezia erano di 14.500 Teu”.

Scorrendo l’elenco, nelle posizioni successive si incontrano poi nell’ordine i porti di Trieste (quarto con 34,2 punti) e Livorno (quinto, con 25,9), con poche variazioni negli ultimi anni. Segue Civitavecchia (24,9), che pure dopo il Q1 2020 ha incrementato, secondo l’indice, il suo livello di interconnessione via liner, ma con una progressione che nel suo caso appare continua e graduale.

AL sesto posto della lista si trova poi Vado Ligure con 24 punti, la cui progressione spinta (dal 6,8 di fine 2019 all’ultimo punteggio di 24,0) appare interamente spiegata dall’entrata in funzione di Vado Gateway (inclusa una flessione delle operazioni seguita alla pandemia). Da rilevare inoltre che dal terzo trimestre del 2021 a oggi il suo indice si è mantenuto su livelli stabili.

L’elenco prosegue infine, nell’ordine, con i porti di Napoli (23,4), Salerno (15,8), Venezia (10,7), Ravenna (10,1), Ancona (9,0), Porto Marghera (4,4), Marina di Carrara (4,0), Palermo (3,9), Catania (3,6), Taranto (3,2), Trapani (3,2), Bari (2,8), Cagliari (2,7) e Pozzallo (2,2).

Lo storico del Port Liner Shipping Connectivity Index si chiude infine con un significativo numero di ‘meteore’, ovvero scali che in passato avevano avuto una (perlopiù scarsa) dose di connessione globale ma che nelle ultime rilevazioni sono invece spariti dai radar. Tra questi Olbia, Porto Torres ma anche Savona, l’unica ad avere goduto di relazioni forti (punteggio intorno a 13 nel 2011) fino a una decina di anni fa e di 3,3 ancora nel primo trimestre 2022, ma ora con indice dal valore nullo, e infine Termini Imerese, comparsa nelle rilevazioni solo negli anni 2008 e 2009 e poi sparita.

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