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Trasferimento depositi chimici a Genova, tutto fermo a sei mesi fa

Il parere definitivo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici resta interlocutorio: palla rigettata ad Enac, Capitaneria di Porto e Vigili del Fuoco. Incertezze anche su fumi, traffico e rischio sismico

di Andrea Moizo
27 Settembre 2022
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Secondo quanto il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Genova, Paolo Emilio Signorini, riferì lo scorso aprile in Parlamento in merito all’iter del trasferimento dei depositi chimici di Superba e Carmagnani da Multedo a ponte Somalia, nel bacino di Sampierdarena, di lì a un mese sarebbero arrivati il parere definitivo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e l’accordo sostitutivo con le imprese coinvolte, per poi passare a progetto definitivo e conferenza dei servizi.

Il parere del Csllpp, invece, è arrivato cinque mesi dopo (lo scorso 16 settembre, lo trovate qui) e tutto è impantanato allo stesso punto in cui si trovava in primavera.

Il documento, infatti, vistato dal presidente della sezione competente (Pietro Baratono, nel frattempo beneficiario di un incarico da circa 300mila euro da parte della stessa Adsp), dopo oltre 30 pagine di resumé di quanto già noto e accaduto in termini di scambi fra amministrazioni, si conclude sancendo che “al fine di perfezionare la presente procedura di adeguamento tecnico-funzionale, l’Adsp dovrà tenere conto di tutte le prescrizioni, raccomandazioni ed osservazioni di cui ai considerato del presente parere”. Una conclusione pilatesca e sostanzialmente identica a quella di sei mesi prima, citata da Signorini in Parlamento.

Allora infatti il Csllpp aveva individuato cinque criticità. Le due principali riguardavano la compatibilità del trasferimento con la sicurezza aeroportuale e quella della navigazione (nonché coi “profili di rischio” generali) e la situazione è rimasta tale e quale: malgrado i solleciti i pareri di Enac (che pure il Csllpp considera “sovraordinato e dirimente” rispetto alla fattibilità del trasloco), della Capitaneria e dei Vigili del Fuoco saranno rimessi solo in sede di conferenza dei servizi.

In secondo luogo, il “Rapporto Ambientale che valorizzi ed approfondisca il quadro conoscitivo tecnico-scientifico”, chiesto a fine marzo, è stato prodotto dall’ente. Ma, rileva il Csllpp, tale rapporto “non riporta ancora alcuna analisi del clima anemometrico locale che consenta di stimare il possibile trasferimento di fumi e contaminati atmosferici nell’evenienza di rilascio degli stessi”. Tanto da indurre il Consiglio a prescrivere per le successive fasi “un completamento e un approfondimento adeguati” dell’analisi anemometrica e a segnalare “l’opportunità di individuare la procedura più appropriata per valutare gli effetti, in termini ambientali, della proposta di adeguamento tecnico funzionale” (cioè ad avviare la Valutazione di Impatto Ambientale non appena il progetto definitivo sarà disponibile).

Rimandate alla progettazione definitiva, poi, le “analisi geotecniche che consentiranno di valutare gli effetti di sito sulle azioni sismiche e definire la classe d’uso delle strutture/infrastrutture”. Così come sarà in sede di conferenza dei servizi che il Comune dovrà “considerare con attenzione la compatibilità degli esiti dello ‘studio di traffico’ e del ‘modello di microsimulazione’ (prodotti da Adsp in materia di viabilità) con la qualità della circolazione e delle altre attività presenti o previste”.

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