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Fra il 5 e il 10% i general increase dell’International Group of P&I Clubs per il 2023

In prospettiva futura la fusione fra il North e lo Standard potrebbe essere un segnale per l’avvio di altre aggregazioni tra Clubs

di Nicola Capuzzo
2 Dicembre 2022
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Il mercato P&I, pur rimanendo tipicamente stabile, presenta quest’anno un importante novità rappresentata dalla decisione di due dei maggiori Club di dare luogo a una fusione a partire dal prossimo anno assicurativo. Una fusione che porterà il NorthStandard a essere uno dei maggiori players P&I in termini di premi e tonnellaggio. Questo primo accorpamento potrebbe essere un segnale per l’avvio di altre aggregazioni tra Clubs in cerca di maggiore solidità finanziaria e accentuando al contempo ancora di più le differenze fra Clubs con minori capitali rispetto a quelli che si rafforzano con fusioni o diversificando l’offerta assicurativa al loro interno.

Al netto di questa prospettiva, le richieste di rinnovo dei Clubs per il 2023 vanno da un 5% a un 10% di aumento dei premi, “essendo necessario riportare il risultato tecnico in positivo dato che non è possibile coprire i deficit con gli investimenti” spiegano da P.L. Ferrari, che ha appena pubblicato il suo suo consueto report annuale. “Le agenzie di rating ritengono che la solidità finanziaria vada misurata attraverso il risultato tecnico al netto degli investimenti che sono una variabile a volte positiva a volte no. Vi sono comunque in generale segnali di miglioramento dei risultati tecnici rispetto all’anno scorso anche se l’impatto inflazionistico avrà certamente un peso sul costo dei sinistri” prosegue la società parte dui Lockton.

Nel corso del 2022 si è verificato solamente un sinistro marittimo che ricade nel cosiddetto Pool (ovvero quegli incidenti i cui risarcimenti P&I vanno da 10 milioni a 100 milioni di dollari) per cui, quella che sembrava in questi ultimi anni una tendenza alla crescita di questi sinistri di grande portata, pare ora affievolirsi, regalando quindi una voce positiva nell’ambito del risultato tecnico dei Clubs. “Per questo il risultato tecnico in generale rimane negativo, ma in misura minore rispetto all’anno scorso. Nuovamente la volatilità dei mercati finanziari non aiuterà i bilanci dei Clubs, anzi molti stanno già registrando una notevole perdita, che seppure solo sulla carta, inciderà comunque sul risultato finale dell’attuale anno assicurativo che finirà il 20 febbraio 2023” spiegano ancora da P.L. Ferrari. “Fino al 2020/21 il ristorno sugli investimenti aveva supportato i deficit tecnici dei Clubs, che probabilmente avevano un po’ troppo contato su tali proventi nonostante alcune società di rating come S&P avessero segnalato questa anomalia”.

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