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Porti e mare spariscono dalla Finanziaria

Stralciati gli emendamenti relativi a canoni demaniali, incentivi ferroviari e marebonus/ferrobonus. Passano solo il fondo per la formazione dei lavoratori e le Funivie di Savona. Salvini intanto si concentra sulla piantumazione delle banchine

di Redazione SHIPPING ITALY
22 Dicembre 2022
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Porti e mare sono usciti dalla Legge di Bilancio.

I tempi troppo lunghi presi dal Governo per redigere la finanziaria hanno finito per comprimere la discussione parlamentare, sicché i numerosi emendamenti relativi all’economia del mare – di cui SHIPPING ITALY aveva dato conto nei giorni scorsi – sono stati stralciati dai lavori.

Gli unici approvati dalla Commissione Bilancio ed entrati nel testo passato all’esame dell’Assemblea (che non dovrebbe avere il tempo per ulteriori ritocchi) sono quello riguardante l’istituzione della Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità, quello per l’incentivazione alla qualificazione del lavoro portuale (con stanziamento di 12 milioni di euro in 4 anni) e quello che attribuisce poteri commissariali al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per la gestione dell’impianto funiviario che collega Savona a San Giuseppe di Cairo (relativamente al cui personale nel Milleproroghe che sarà approvato oggi dal Consiglio dei Ministri dovrebbero essere stanziate le risorse per un ulteriore anno di cassa integrazione straordinaria).

Saltate quindi le misure relative all’aggiornamento dei canoni demaniali (su cui ieri l’altro le associazioni del federalismo sono tornate a lanciare l’allarme), all’incentivazione del traffico ferroviario, al rifinanziamento di marebonus e ferrobonus.

“Rammarico” è stato espresso da Confitarma, che auspicava non solo il rifinanziamento del marebonus, ma “risposte concrete alle istanze del comparto armatoriale” quali “un ristoro specifico per l’aumento del costo del carburante” e un “intervento pubblico per finanziare” corsi di formazione per “i giovani che vogliono intraprendere le carriere del mare”.

Intanto ieri il neo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha presieduto la sua prima conferenza di coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale. In assenza per indisposizione del viceministro delegato Edoardo Rixi, i temi parrebbero – a legger la nota del Mit – esser stati piuttosto generici, vertendo in particolare “sullo stato di attuazione dei progetti ammessi al finanziamento del Fondo complementare e dei progetti di digitalizzazione della catena logistica finanziati dal Pnrr, oltre alla discussione delle linee programmatiche per il prossimo anno”.

L’apparentemente lunare conclusione – “Salvini ha garantito di voler sensibilizzare i colleghi alla Cultura e all’Ambiente per segnalare alcune criticità a partire dal ruolo delle Sovrintendenze o dai criteri stringenti per la piantumazione delle banchine nei porti industriali” – richiamerebbe in realtà il fastidio espresso da alcuni presidenti per le compensazioni chieste loro nell’ambito di alcune Valutazioni di impatto ambientale. Un assist eccezionale che il segretario del partito dei falò normativi e dell’appena avvenuta riesumazione della Legge Obiettivo (nuovo Codice degli appalti) ha promesso di cogliere.

A.M.

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