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Vittoria ‘a tavolino’ dei caricatori Usa su Msc: risarcimento da quasi 1 Mln $

La decisione è stata presa a seguito della mancata presentazione da parte del vettore della documentazione richiesta. Il gruppo ricorrerà in appello

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
19 Gennaio 2023
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Mcs Industries – la società statunitense che poco più di un anno fa si era rivolta alla Federal Maritime Commission con un esposto in cui accusava Msc e Cosco di avere violato gli obblighi relativi ai suoi contratti di trasporto container, costringendola quindi ad acquistare costosissimi noli spot – ha vinto in tribunale la sua battaglia contro la prima delle due compagnie. Con Cosco l’azienda di home decor aveva invece già raggiunto un accordo stragiudiziale nel settembre del 2021.

La giudice Erin Wirth, riferisce Loadstar, ha ora infatti adottato nei confronti di Msc una ‘decision by default’, ovvero una sentenza deliberata a seguito della mancata presentazione da parte della compagnia della documentazione richiestale dal tribunale. Nella sua decisione la giudice ha stabilito che Msc dovrà versare a Mcs Industries un risarcimento da 944.655 dollari più interessi, ma ha anche evidenziato come il verdetto non abbia riguardato il merito delle pratiche contestate, ma appunto sia la conseguenza della mancata produzione di quanto chiesto.

Msc ha successivamente diffuso una nota in cui si è detta “delusa” dalla decisione e nella quale ha anche annunciato l’intenzione di ricorrere in appello. Secondo il gruppo, “nessuna autorità svizzera” ha ritenuto che questo potesse produrre tale documentazione senza prima avere ottenuto “un’adeguata autorizzazione”. Nella nota la compagnia riferisce anche di avere ottenuto “dalle autorità svizzere al più alto livello” la conferma che Msc debba seguire le procedure stabilite dalle convenzioni internazionali stipulate tra il paese e gli Stati Uniti.

Secondo quanto ricostruito in precedenza da Loadstar, la richiesta di documentazione era stata inizialmente inoltrata dalla Fmc alla fine dell’agosto del 2021. Msc, dopo avere chiesto una proroga, all’inizio del successivo mese di settembre aveva ipotizzato che la presentazione dei documenti avrebbe potuto configurare una violazione della legge svizzera e concluso di dover prima ottenere un via libera dalle autorità elvetiche. In seguito si era opposta alla possibile emissione di una sentenza ‘by default’, che invece era stata invocata da Mcs Industries.

Le contestazioni avanzate da questa di fronte alla Federal Maritime Commission, autorità governativa che ha il compito di vigilare sul mercato del trasporto via mare, riguardavano il presunto diniego da parte di Msc e Cosco della possibilità di siglare contratti di servizio di trasporto a lungo termine relativi alle rotte transpacifiche e il non aver onorato quelli in essere, fornendo solo una parte della capacità concordata.

Accuse a cui Msc aveva replicato con una dura nota in cui si diceva “scioccata” da quanto appreso e definiva le accuse di Mcs Industries “vaghe, prive di sostanza ed erroneamente indirizzate” nei suoi confronti. La compagnia aveva infine aggiunto di non riconoscere che ci fossero state mancanze nella prenotazione dello spazio, negando di avere venduto illegittimamente lo spazio in stiva “ad altri caricatori”.

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