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Per Fincantieri Infrastructure doppia sconfitta per appalti portuali in Sicilia e in Liguria

Il ramo edile del colosso navalmeccanico incassa da seconda classificata il rigetto del ricorso sull’appalto della nuova diga di Catania e, da aggiudicataria, l’accoglimento di quello per il molo crociere di La Spezia. I cui cassoni potrebbero esser fabbricati a Genova

di Redazione SHIPPING ITALY
5 Aprile 2023
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Diga Catania

Gli appalti portuali legati al Pnrr non sorridono a Fincantieri Infrastructure, società del gruppo navalmeccanico attiva nelle costruzioni.

Dopo le avvisaglie dei mesi scorsi, il Tar di Catania ha confermato l’orientamento sulla gara bandita per 61,2 milioni di euro dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sicilia orientale per progettazione esecutiva e esecuzione dei lavori di consolidamento e ricarica della mantellata della diga foranea di Catania, rigettando il ricorso della seconda classificata, un raggruppamento formato appunto da Fincantieri Infrastructure Opere Marittime, Nuova Coedmar, Comap – Consorzio Opere Marittime Attività Portuali.

Il primo motivo di ricorso riguardava la presunta incompletezza della documentazione amministrativa presentata dall’aggiudicatario (un raggruppamento temporaneo d’imprese costituito da Consorzio Stabile Grandi Lavori Scrl, Cosedil Spa e Ecc Spa), fra cui l’asserito difetto di comunicazione sul cambio al vertice del Consorzio Stabile avvenuto successivamente all’avvio della procedura, con la nomina a presidente di Angelo Agovino (ex generale dei Carabinieri, già comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma e fra 2019 e 2022 ai vertici dei servizi segreti nella direzione di Aise, il servizio informazioni e sicurezza esterna). Motivo rigettato come quelli relativi ai criteri di gara, ritenuti troppo generici, e all’offerta di controparte (in particolare per quel che riguarda la disponibilità effettiva delle aree di cantiere).

Altrettanto sfavorevole per Fincantieri (e anche in questo caso in linea con le prime pronunce) il verdetto del Tar della Liguria sul ricorso proposto contro l’aggiudicazione da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure orientale della gara per la realizzazione del molo su cui sorgerà il nuovo terminal crociere del porto di La Spezia, appalto assegnato per quasi 47 milioni di euro alla cordata composta, oltre che da Fincantieri, da Sales spa (mandataria), Fincantieri Infrastructure Opere Marittime spa e Impresa Costruzioni Mentucci Aldo Srl. I giudici hanno infatti annullato l’aggiudicazione e gli altri atti di gara impugnati dalla seconda classificata, raggruppamento formato da Fincosit, Rcm e Agnese Costruzioni, le prime due socie nel summenzionato Consorzio Stabile Grandi Lavori, rappresentato a Catania dal medesimo legale (Lorenzo Lentini) scelto dai ricorrenti in Liguria.

Condivisa dal Tar in questo caso la tesi sul difetto dei requisiti di Mentucci, mentre è stato rigettato il ricorso incidentale di Fincantieri e soci, che puntava su presunti motivi di esclusione dell’offerta di controparte. Fra essi anche la previsione di costruire in loco una parte dei cassoni cellulari dell’impalcato del nuovo molo crociere tramite una stazione galleggiante ormeggiata presso la banchina di Calata Paita del porto di La Spezia, e con un impianto di betonaggio mobile, posizionato su un mezzo marittimo.

Non tutti però perché, si evince dalla sentenza, le ricorrenti avrebbero proposto di costruirne una parte a Genova, dove Fincosit dovrebbe realizzare anche quelli per la nuova diga foranea del porto di Genova, oggetto recentemente della protesta degli abitanti dell’area di Pegli e Pra’ presso cui dovrebbe essere collocato l’impianto.

Per capire, però, se così sarà occorrerà aspettare le mosse di Fincantieri&co e dell’Adsp, stante che l’ente dovrà tenere in considerazione i tempi: essendo l’appalto finanziato con 30 milioni di euro del fondo complementare al Pnrr il termine per il collaudo dell’opera non potrà teoricamente slittare oltre la fine del 2026.

A.M.

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