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Approvato da Bruxelles il Marebonus italiano fino al 2027

Il pacchetto varato con la Legge di Bilancio del 2021 è però leggermente diverso per quantità, tempi e modalità da quello ora autorizzato dalla Commissione Europea. Erogazione diretta agli autotrasportatori

di Redazione SHIPPING ITALY
30 Maggio 2023
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T&C terminal Ravenna- autostrade del mare – Giuseppe Lucchesi (Tirrenia) (2)

Via libera eurocomunitario al Marebonus.

La Commissione Europea ha reso infatti noto di aver approvato lo schema di supporto all’intermodalità gomma-mare, il cui scopo è quello di “promuovere il trasporto intermodale per spostare il traffico merci dalla strada, riducendo così l’impatto ambientale, sanitario e sociale del traffico stradale e la congestione delle infrastrutture stradali, in linea con gli obiettivi della Strategia dell’UE per la mobilità sostenibile e intelligente e del Green Deal europeo. Nell’ambito del regime, che durerà fino al 31 dicembre 2027, gli aiuti assumeranno la forma di sovvenzioni dirette. Il regime è aperto agli autotrasportatori che trasportano i loro veicoli da carico via acqua su rotte marittime ammissibili da un porto italiano a un altro porto dello Spazio economico europeo. L’aiuto coprirà parzialmente i costi più elevati delle tratte marittime a corto raggio rispetto alle opzioni di trasporto esclusivamente su strada. L’importo dell’aiuto sarà calcolato in base ai chilometri evitati sulla rete stradale italiana. I beneficiari potranno ricevere un massimo di 0,30 euro per veicolo-chilometro”.

Come di consueto nelle sue comunicazioni, Bruxelles non ha indicato a quale normativa italiana si faccia riferimento, segnalando solo il valore della misura, quantificato in 125 milioni di euro. Il riferimento parrebbe tuttavia al rifinanziamento del Marebonus (introdotto in origine con la Legge di Bilancio del 2016) deciso con la Legge di Bilancio del 2021, anche se restano alcune incongruenze con la comunicazione della Commissione Europea, per dissipare le quali occorrerà attendere la pubblicazione della decisione ufficiale dato che Bruxelles non ha fornito chiarimenti.

Il pacchetto della Finanziaria 2021, infatti, valeva non 125 milioni, bensì 130,5 ed era spalmato su un arco temporale che andava dal 2021 (in aggiunta per quell’anno a 20 milioni precedentemente stanziati e già oggetto di separata approvazione di Bruxelles) fino a tutto il 2026. Il richiamo, inoltre, era alla norma istitutiva di fine 2015, che aveva dato vita ad uno schema in cui l’erogazione non era “diretta” (come sarà invece ora, secondo quanto comunicato da Bruxelles) agli autotrasportatori, bensì mediata dalle imprese armatoriali su cui i tir venivano convogliati, mentre la gestione dell’incentivo dovrebbe, come in passato, essere affidata all’in house ministeriale Ram Spa.

Grande soddisfazione è stata espressa da Assarmatori: “L’obbiettivo adesso – ha commentato il presidente Stefano Messina – è quello di riuscire a utilizzare le risorse nel più breve tempo possibile. Questo consentirebbe di imprimere ulteriore slancio ai servizi delle autostrade del mare, segmento in cui l’Italia è leader indiscusso nel Mediterraneo e che contribuisce a realizzare una vera sostenibilità ambientale, trasferendo traffico dalla strada al mare e riducendo quindi incidentalità e inquinamento”.

Compiacimento è stato espresso anche da Confitarma anche se il presidente Mario Mattioli ha detto che “i fondi destinati a questo importante incentivo ambientale sono insufficienti per assicurarne la piena efficacia”. Infatti, “come più volte ribadito da Confitarma, nonostante i vantaggi ambientali riconosciuti da Enea e Governo al precedente Marebonus e nonostante il fatto che lo stesso Marebonus sia stato dieci volte più efficiente del Superbonus edilizio al 110%, le risorse stanziate per il nuovo incentivo sono state ridotte della metà”. Mattioli ha concluso dicendo: “Abbiamo più volte chiesto di rendere strutturale il Marebonus e di aumentare gli stanziamenti ad almeno 100 milioni all’anno. Auspichiamo che il nuovo Governo apra sul tema una concreta riflessione con l’armamento in vista della prossima legge di Bilancio”.

A.M.

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