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Il Mit revoca 17 milioni di finanziamento al nuovo porto di Tremestieri

Mega (Adsp Stretto): “È un appalto del Comune, non possiamo farci nulla, salvo avanzare nuova richiesta o rimodulare il Pot per finanziare l’opera”. Al via l’Atf per Saline Joniche

di Redazione SHIPPING ITALY
28 Giugno 2023
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Tremestieri (Adsp Messina Stretto) AM

È stato avviato nei giorni scorsi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un procedimento a carico dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto avente ad oggetto lo “annullamento della ammissione a finanziamento del progetto Porto di Messina – Piattaforma logistica Tremestieri con annesso scalo portuale”. Il finanziamento per l’ampliamento dello scalo ro-ro di Messina valeva 17 milioni di euro (sui 62 totali dell’appalto) ed afferiva al Pon Infrastrutture e Reti 2014-2020.

La notizia è stata diffusa da Ivan Tripodi segretario generale Uil Messina, Michele Barresi e Nino Di Mento, segretari di Uiltrasporti Messina e Pasquale De Vardo segretario Feneal Uil, e confermata da Mario Mega, presidente dell’Adsp: “Da oltre un anno la Uil Messina denuncia come il cantiere del porto di Tremestieri sia di fatto fermo e in procinto di trasformarsi in un mastodontico monumento alle incompiute. Ripetiamo da oltre un anno che l’amministrazione comunale di Messina, stazione appaltante dell’opera si è dimostrata inadeguata al ruolo” hanno evidenziato i sindacalisti.

Come spiegato da Mega, infatti, l’Adsp è solo beneficiaria di un finanziamento destinato ad un’opera da realizzarsi però sotto la responsabilità del Comune, incappati in una crisi finanziaria dell’appaltatore di cui ancora non si intravede l’esito: “La procedura di revoca è stata solo avviata, ma comunque l’esito è scontato. Non possiamo fare nulla perché in effetti il Comune di Messina, che è la stazione appaltante e l’utilizzatore finale del finanziamento (di cui noi siamo solo i formali beneficiari), non sarà in grado di spendere quei soldi entro la fine del 2023. Non appena il Comune avrà definito il rapporto con l’appaltatore (da quello che si legge con un subentro nel contratto di una nuova impresa che starebbe acquistando un suo ramo di azienda) alla luce del nuovo cronoprogramma dei lavori provvederemo ad avanzare nuova richiesta di finanziamento al Mit ovvero, se la risposta fosse negativa, a finanziare con fondi dell’Ente procedendo ad una rimodulazione del Programma Triennale delle Opere”.

Intanto il Comitato di Gestione dell’Adsp ha adottato  la proposta di Adeguamento Tecnico Funzionale per il parziale ripristino dell’operatività del porto calabrese di Saline Joniche. “L’intervento, dell’importo stimato di circa 10 milioni di euro, scaturisce dagli studi ed approfondimenti tecnici avviati dall’AdSP con il supporto dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria sin dalla consegna dell’infrastruttura, avvenuta circa un anno fa e ha l’obiettivo di consentire l’avvio del recupero della struttura portuale non utilizzabile da oltre dieci anni. Il porto di Saline, infatti, realizzato nei primi anni ’80 a servizio del retrostante impianto industriale, ha subito nel corso degli anni un continuo processo di insabbiamento e un ammaloramento gravissimo delle banchine con crolli ripetuti, fino al collasso strutturale della testata del molo di sopraflutto che ha causato la chiusura totale dell’imboccatura. Il progetto, che sarà inviato al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici per la sua approvazione, prevede innanzitutto il dragaggio di parte del bacino portuale per ripristinare parzialmente il canale di accesso e l’imboccatura portuale con la riapertura per circa 50 metri ed un pescaggio sufficiente per assicurare il transito in sicurezza di piccole imbarcazioni per la pesca, il diporto e servizi che potranno essere ormeggiate a ridosso della diga che non ha subito danneggiamenti. Si procederà inoltre alla ricostruzione della testata del molo di sopraflutto e alla collocazione di un apposito fanale di segnalazione. Per bloccare il trasporto di materiale solido che causa l’insabbiamento dell’imboccatura portuale sarà infine realizzato con massi artificiali in calcestruzzo un pennello “trappola” che consentirà una gestione programmata dei sedimenti”.

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