• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

logo shipping italy
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Economia

La morte della globalizzazione (e delle spedizioni internazionali)

All’assemblea Fedespedi ha tenuto banco il futuro (possibile) scenario di sviluppo delle catene di fornitura globali descritto da John Manners-Bell e dominato da reshoring, automazione, etica e sostenibilità

di Nicola Capuzzo
27 Settembre 2023
Stampa
THe death of globalization (2)

Con molta probabilità il futuro delle catene logistiche vedrà una riorganizzazione in flussi crescenti di merci su distanze regionali in Usa, in Cina e anche in Europa per effetto di condizionamenti politici e geopolitici. Si vedrà un ricorso maggiore al reshoring e al nearshoring, si diffonderà ancora di più l’automazione, ci saranno maggiori barriere agli scambi commerciali e sussidi nazionali, crescerà la coscienza etica e l’attenzione alla sostenibilità e alla security; gli Stati cercheranno di trattenere ‘in casa’ la logistica a valore aggiunto attraverso politiche dedicate. Non tutti i Paesi beneficeranno allo stesso modo di questo scenario; molto dipenderà dal grado di apertura del rispettivo mercato e dalle policy adottate.

È questo il quadro delle future supply chain mondiali dipinto in occasione dell’assemblea di Fedespedi a Roma da John Manners-Bell, professore e chief executive di Ti Insight, direttore di Foundation for Future Supply Chain nonché autore della pubblicazione intitolata “The death of globalization”.

In particolare le prospettive degli scambi commerciali saranno influenzate dal neo-protezionismo dilagante in diversi Stati in giro per il mondo secondo Manners-Bell, con fattori geopolitici, attenzione alla sostenibilità, politiche industriali e altri rischi a farla da padrona.

Dalla globalizzazione si assisterà a un progressivo trend verso una trasformazione delle catene globali di fornitura; un ribilanciamento e un riavvicinamento fra i mercati di produzione e di consumo è alla base della supply chain transformation dove a ‘pesare’ saranno costi inferiori di inventario e stoccaggio, un basso costo del lavoro (grazie all’incremento dell’automazione) e produzioni in scala (per merito anche di sistemi di stampa 3D sempre più veloci).

L’esperto analista di mercato descrive fra le conseguenze di tutto questo un ‘ritorno a casa’ delle produzioni nel medio termine e una riduzione dei trasporti intercontinentali di beni.

Manners-Bell ha anche evidenziato una crescente sensibilità da parte delle aziende (tema molto caldo e attuale anche in Italia) all’etica e alla correttezza professionale nei confronti dei lavoratori: anche per evitare rischi reputazionali del proprio brand, le aziende hanno compreso che non è più pensabile esternalizzare o subappaltare produzioni o logistica senza mantenere la necessaria attenzione sulle condizioni di lavoro delle persone che contribuiscono all’output finale.

Discorso simile vale per l’attenzione verso l’ambiente con il progressivo svilupparsi di catene logistiche green e l’introduzione da parte dei policymaker di strumenti normativi come l’Emission trading system o i dazi doganali ambientali che rendono i trasporti più onerosi.

Un case study portato ad esempio dall’autore del testo “The death of globalization” è stato quello di un’azienda italiana, più precisamente una start up nata nel 2014 che produce jeans e altri capi d’abbigliamento, che riceve la materia prima proprio dall’Italia o dalla Spagna, esternalizza lavorazioni ad altre imprese che si trovano nell’arco di 40 km dalla propria sede, seleziona materiali e fornitori in base al grado di sostenibilità e di prossimità, focalizza la propria attività sull’economia circolare e sul cosiddetto slow fashion. La produzione è tarata per ridurre al minimo gli stock e gli sprechi. Un modello produttivo che ha consentito all’impresa di minimizzare i rischi legati alle catene logistiche e alla qualità del lavoro dei subfornitori.

Un modello di business che evidentemente però preoccupa chi si occupa di spedizioni internazionali.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY 

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
202605_headline_results_toplevel_results_batteries
L’elettrificazione è l’uovo di Colombo per la transizione dei traghetti secondo T&E
Bocciatura da Assarmatori ma secondo l'Ong entro il 2035 l'80% dei mezzi circolanti in Italia potrebbe essere sostituito con beneficio…
  • T&E
  • Transport&Environment
4
Market report
18 Giugno 2026
1781681146177
Alphaliner: navi container sempre più grandi impiegate nei servizi intra-Med
Il numero di unità cellulari sopra gli 8mila Teu è raddoppiato in un anno e Msc traina l'upgrade
  • Alphaliner
  • container
  • Cosco
  • Hapag Lloyd
  • MSC
1
Market report
17 Giugno 2026
Alva Maersk al Vado Gateaway di Vado Ligure
Savona – Vado torna in vetta ai porti container italiani secondo la World Bank
Lo scalo (in assenza di Gioia Tauro) risulta il più performante, mentre restano in fondo alla lista big come Trieste,…
  • Banca mondiale
  • Cppi
  • porti container
  • Savona Vado Ligure
  • World Bank
4
Market report
11 Giugno 2026
Alphaliner market share container carrier
Nuovo record per Msc: ora controlla oltre il 21% della stiva di navi portacontainer
Secondo Alphaliner l'inseguitrice Maersk perde terreno. La compagnia di Aponte ha raddoppiato il suo market share dal 2010 a oggi
  • Alphaliner
  • capacità
  • Cma Cgm
  • container
  • maersk
  • market share
  • MSC
  • stiva
2
Market report
10 Giugno 2026
Sea-Intelligence capacità containr Gemini
Maersk e Hapag Lloyd spostano capacità di stiva container per crescere nel Mediterraneo
L'alleanza tra Maersk e Hapag Lloyd sta incrementando la capacità sulle rotte dall'Asia, dove raggiungerà a breve una quota di…
  • asia - med
  • container
  • Gemini
  • Hapag Lloyd
  • maersk
2
Market report
10 Giugno 2026
Il quotidiano online del trasporto marittimo
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Credits: Edinet s.r.l. - Pietra Ligure (SV)