• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Politica&Associazioni

Federagenti chiede certezze sul controllo e sul potenziamento della rete logistica

Dopo l’addio alla Belt & Road Initiative Santi afferma: “Il dimezzamento delle forniture critiche cinesi può pesare per il 2% del Pil”

di Redazione SHIPPING ITALY
18 Dicembre 2023
Stampa

Mentre anche Cma Cgm, dopo Maersk, Hapag Lloyd e Msc si aggiunge alle compagnie che non transitano più in Mar Rosso per timori degli attacchi dallo Yemen, Federagenti decide di lanciare un allarme sulle catene logistiche scegliendo però come motivazione l’addio italiano alla Nuova Via della Seta.

“Corretta e tempestiva la decisione di fare uscire l’Italia dalla Via della Seta, ma ora è indispensabile un impegno pubblico e privato concentrato anche su questioni infrastrutturali e di analisi delle catene globali di approvvigionamento, focalizzando le risorse sugli interventi sostanziali e non perdendo di vista un quadro economico e commerciale che vede comunque una percentuale altissima di imprese italiane dipendere per una quota rilevante da materiali strategici prodotti in Cina” ha detto il presidente della Federazione italiana degli agenti marittimi, Alessandro Santi.

Secondo Santi, da un recentissimo studio presentato dalla Banca d’Italia nella serie degli Occasional Paper di novembre 2023 la dipendenza dell’economia italiana dai materiali strategici di provenienza estera e in particolare dalla Cina emerge in maniera choccante: “Muovendo dai bilanci delle aziende italiane, dai dati doganali e da un sondaggio condotto dalla Banca d’Italia sulle aziende italiane più esposte a questo problema su 515 prodotti strategici che determinano livelli di dipendenza apprezzabili, emerge come il 15% delle aziende italiane, pari però al 25% del valore aggiunto della produzione, risultino dipendenti da questi prodotti; e come, in particolare il 7% del valore aggiunto della manifattura risulti dipendente in maniera critica ovvero con un basso livello di sostituibilità con fornitori di altri paesi”.

Tra le aziende in questa situazione critica di “non sostituibilità delle fonti di approvvigionamento”, solo il 40% di esse sta cercando soluzioni alternative: “Nello studio si analizza l’impatto macro sull’economia italiana di questo possibile impatto, identificando le aree geografiche italiane più esposte (in ordine decrescente Marche, Toscana e la macro regione Lombardia, Veneto, Emilia Romagna), i settori di produzione più vulnerabili (abbigliamento, pellame, tessile, elettronica, farmaceutica anche qui in ordine decrescente), ma soprattutto attraverso l’utilizzo di modelli matematici, evidenziando come l’impatto di un eventuale stop del 50% delle forniture cinesi di prodotti insostituibili possa essere stimabile nel 2% del Pil nazionale (il che significa circa 40 milioni di euro, il valore di quasi 2 finanziarie 2024)”. Esiste un rovescio della medaglia rappresentato da un valore dell’export generale verso la Cina che pesa per circa per l’1% del Pil e cioè per circa 20 milioni di euro. Una posizione questa più sicura rispetto alla Germania (130 milioni), all’Inghilterra (55 milioni) e alla Francia (40 milioni).

“Con i fenomeni di near o re-shoring – conclude il presidente di Federagenti – spesso fermi al palo e comunque deludenti rispetto alle previsioni formulate in periodo pandemico, oggi per un Paese come l’Italia è essenziale controllare e non subire la catena logistica, attuando azioni di politica economica, di potenziamento infrastrutturali anche portuali che siano coerenti con l’obiettivo di rendere robusto il sistema Italia”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Noli Shanghai – Genova giù (-8%) nonostante la crisi in Medio Oriente
A trainare verso il basso le tariffe la debolezza della domanda e l'eccesso di capacità
  • container
  • Drewry
  • Drewry Container Index
2
Market report
23 Aprile 2026
Infiltrazioni mafiose negli scali italiani: l’analisi del rapporto “Diario di bordo 2026”
L'associazione Libera ha registrato 131 casi di criminalità nei porti italiani, con un incremento del 14% rispetto al 2024
  • AdSP
  • Diario di Bordo 2026
  • infiltrazioni mafiose
  • intelligence tecnologica
  • porti
  • rapporto Libera
  • traffici illeciti
4
Market report
22 Aprile 2026
Grimaldi entra per la prima volta nella top 25 degli armatori container
Il gruppo armatoriale partenopeo ha visto crescere del 24% in un anno la capacità di stiva per box
  • Alphaliners
  • container
  • DynaLiners
  • Grimaldi
1
Navi
18 Aprile 2026
“Crociere a rischio rallentamento”: l’allarme arriva dagli analisti finanziari
Per Ubs e Morgan Stanley i conflitti e le incertezze geopolitiche stanno ritardando e penalizzando le prenotazioni (soprattutto in Europa)…
  • conflitti
  • crisi
  • crociere
  • Europa
  • Guerre
  • Morgan Stanley
  • prenotazioni
  • rallentamento
  • Ubs
3
Economia
15 Aprile 2026
Nuovo record di crocieristi in Italia: nel 2026 attesi 15,1 milioni di passeggeri (+2%)
Msc rimane leader con oltre 5 milioni di ospiti a bordo. "Tempi maturi per un’evoluzione di mercato collegata all’ingresso sul…
  • 2026
  • Cemar Agency Network
  • crociere
  • porti italiani
  • previsioni
  • statistiche
2
Market report
14 Aprile 2026
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Exit mobile version