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Maersk ‘supera’ Panama spezzando in due il loop di una sua linea

I problemi di attraversamento del Canale legati alla siccità hanno portato l’armatore danese a rimpiazzarlo col treno, separando a metà il servizio OC1 fra Oceania e Americhe

di Redazione SHIPPING ITALY
13 Gennaio 2024
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Quello di Suez non è l’unico Stretto a creare problemi agli armatori: anche la siccità a Panama continua a impattare sulla fluidità dei traffici marittimi.

Ne sa qualcosa Maersk: “Sulla base dei livelli dell’acqua attuali e previsti nel lago Gatun, l’Autorità del Canale di Panama (ACP) ha dovuto ridurre la quantità e il peso delle navi che possono attraversare il canale. Mentre continuiamo a lavorare a stretto contatto con l’ACP, moderando e allineando le nostre operazioni per adattarle ai cambiamenti, abbiamo apportato modifiche ai servizi per garantire che i nostri clienti subiscano il minimo impatto possibile” ha spiegato pochi giorni fa una nota dell’armatore danese.

La novità è drastica: “Per garantire che i carichi continuino a spostarsi con il minor numero di ritardi possibile, stiamo modificando il nostro servizio OC1, che opera tra l’Oceania e le Americhe. Le navi che prima utilizzavano il Canale di Panama ora ometteranno il Canale di Panama e utilizzeranno un ‘ponte terrestre’ ferroviario per trasportare merci attraverso gli 80 km di Panama fino all’altro lato. Così si creeranno due loop separati, uno atlantico e uno pacifico. Le navi del Pacifico faranno rotta a Balboa, Panama, scaricando merci dirette verso l’America Latina e il Nord America e raccogliendo merci dirette verso l’Australia e la Nuova Zelanda. Le navi dell’Atlantico vireranno a Manzanillo, Panama, scaricando merci dirette verso l’Australia e la Nuova Zelanda e raccogliendo merci dirette verso l’America Latina e il Nord America”.

L’impatto è notevole e riconosciuto da Maersk: “Sulle navi dirette a nord, non ci sono ritardi sulle rotte che fermano a Filadelfia e Charleston. Ma sulle navi dirette a sud i clienti potrebbero riscontrare alcuni ritardi”. Il rimedio scelto sarà quello di tagliare Cartagena, “che sarà servita da navi alternative” ha spiegato Maersk garantendo che continuerà “a gestire il servizio Panz dalla costa occidentale degli Stati Uniti all’Oceania, per fornire copertura da entrambe le coste, e i collegamenti dei porti del Golfo al servizio OC1”.

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